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Aumentano i furti nei supermercati
«Ma non è solo colpa della crisi»

27/01/2012
  
 

AOSTA. Escalation di furti nei supermercati. «La crisi influisce, ma non in termini rilevanti», dicono titolari e direttori. L'identikit del ladro è molto vario e comprende anche l'insospettabile. Le ruberie incidono tra l'1 e il 3 per cento. La flagranza di reato non viene, in genere denunciata. «E' una perdita di tempo inutile - dicono i proprietari -. Obblighiamo a pagare la merce rubata, previo intervento delle forze dell'ordine. Diffidiamo anche la persona a non tornare. Sovente si rivelano parole al vento. Quando la rivediamo, viene seguita a distanza».

Donne, uomini, ragazzi e ragazze italiani, ma soprattutto stranieri senza distinzione di età e ceto sociale, si dirigono, con sicurezza, nei reparti dove sanno di poter rubare con maggiore facilità. O almeno credono.

E' il caso del supermercato Conad, di St.Christophe, dove una giovane anoressica si è riempita la borsa di cosmetici, verdura e altri generi, privandoli dei contenitori. «In questo modo - dice Rossella Campasso, responsabile - può valere la scusa di averla acquistata in un altro punto vendita. Nello specifico, non è andata così in quanto un nostro addetto l'ha vista all'opera». La ragazza ha pagato, imputando alla sua malattia l'irrefrenabile impulso ad appropriarsi di cose altrui. «Assurdo», dice la responsabile.

Nello stesso supermercato, è stata scoperta una signora, con tanto di visone da migliaia di euro, intenta a riempirsi un borsone di generi alimentari fra i più costosi. «Non siamo di fronte al bisogno - dice il direttore Rino Comito -, ma, in questi casi, ci confrontiamo con vizio, sfida, odioso piacere di fregare il prossimo. Alla contestazione del furto - sottolinea - si dimostrano subito disposti a pagare. Alcuni, però, hanno l'ardire di offendersi. Allora, li invitiamo a provare la loro estraneità in presenza dei carabinieri. Il loro atteggiamento cambia in pochi secondi».

Il capo negozio Gianluca Cioni (foto) conferma la recrudescenza del fenomeno. «Negli ultimi quattro mesi, in particolare. E non è soltanto per la crisi», ribadisce. I due punti vendita di LD Market, a Sarre e St.Christophe, saranno, a breve, dotati di antitaccheggio di ultima generazione.

La continua scoperta di furti ha sollecitato il titolare Francesco Cannatà a rivolgersi alla tecnologia. «Ho già contattato una ditta specializzata, fra le più note in campo nazionale. Nel frattempo, quando sorprendiamo qualcuno con merce rubata lo invitiamo, davanti a tutti, a passare alla cassa. E' un deterrente utile fino a un certo punto. La gran parte di questi ladri non prova neppure un minimo di vergogna. Anzi, ha il coraggio di ritornare». Oltre all'antifurto ultramoderno, il proprietario dei due supermercati chiederà la possibilità di perseguire il ladro. «Fra chi ruba - dice Cannatà - c'è anche chi apre bottiglie di vino, beve alcune sorsate e le ripone nello scaffale».

Persone molto conosciute e, all'apparenza, un esempio di onestà. «Ne abbiamo sorpresi più di uno di questi soggetti con giubbotti e borse ricolmi di articoli non pagati». Parola di Gianfranco Tormena, cotitolare del Gros Cidac di Aosta. In questo ipermercato, i maggiori ammanchi riguardano l'abbigliamento. «Riescono a eludere l'antitaccheggio, forzando le placche rigide con le tronchesine. Non riusciamo a proteggere tutto. E' un problema di costi». Tormena racconta uno dei tanti episodi in cui alcune persone non si sono rese conto della protezione apposte alle confezioni di carne e si sono riempiti le tasche dei giacconi. «Rubano anche oggetti da 50 centesimi», dice. Di recente, i responsabili hanno scoperto ragazzini inglesi, in vacanza, mentre rubavano di tutto, di più. «Abbiamo minacciato i loro tutor di denunciarli. Da allora non è più successo», dichiara Gianfranco Tormena. Ricorda anche il caso della cliente cleptomane che supplica gli addetti a seguirla «per non peccare. Parole testuali della donna», conclude.


Sandra Lucchini

 

 
 

 

 

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