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Piccole cose senza importanza

15/02/2013
  
 

AOSTA. Ho provato un senso di sgomento nell'apprendere dalla stampa che l'ex ministro Fitto è stato condannato per aver intascato, recita la sentenza, una tangente di 500.000 euro da un imprenditore che, grazie a comportamenti giudicati “colpevoli” dell'allora Presidente della Regione poi Ministro On.le Raffele Fitto, si sarebbe aggiudicato la gestione accreditata di 11 residenze sanitarie assistite per il valore complessivo dell'appalto di 198.000.000 di euro.

Ora, se tutto ciò dovesse essere confermato in sede d'Appello e di Cassazione , immaginare che un big della politica Regionale prima e Nazionale poi abbia accettato di corrompersi per un cifra pari allo 0,25% dell'ammontare dell'appalto mi porterebbe a guardare detto politico con una certa compassionevole perplessità, stante l'esiguità del “maltolto”, e comincerei a dubitare seriamente della opportunità di riservare allo stesso posizioni di “vertice” nella piramide partitica, soprattutto se il partito di appartenenza è un partito di grandissime dimensioni.

Se poi detta “tangente”, come risulta dalla sentenza dei giudici illuminati del tribunale di Bari, è stata pagata con bonifico bancario nelle casse di un partito politico, dallo stesso politico registrata e sottoposta alla valutazione delle commissioni competenti al controllo sia della Camera dei Deputati che della Corte dei Conti e dallo stesso imprenditore registrata nel proprio bilancio, allora i dubbi si fanno sempre più calzanti e profondi, non già sulla presunzione del politico di essere considerato tale (nel senso deleterio del termine) ma piuttosto sulla reale capacità di analisi prima e di sintesi poi della classe giudicante.

Ma dove si è visto mai che una tangente si iscrive nella contabilità di un partito e la si sottopone finanche alla valutazione della Corte dei Conti?
Non era più comodo ricevere una semplice anonima busta commerciale con l'importo altrettanto anonimo magari in pezzi da 500 euro come si userebbe in ogni accreditata compagine tangentista esperta e collaudata in materia?
Si dice che il rampollo di famiglia abbia usato la struttura regionale (commissione aggiudicatrice composta da funzionari della Regione) per ottenere il verdetto desiderato in favore dell'imprenditore corruttore. Ma se ciò fosse vero i funzionari della commissione avrebbero dovuto seguire la stessa sorte del politico no? Ed invece NO sono stati assolti con formula piena “per non aver commesso il fatto”. Ohibò!!! Ed allora questo maldestro politico con chi avrebbe commesso il reato?
Questo non è dato sapere al momento. Si vedrà se in appello, cambiando il personale giudicante, ci sarà maggiore chiarezza. Infatti è da notare che dei magistrati incaricati dell'indagine 3 su 4 hanno cambiato ruolo. Uno è diventato Assessore Regionale nella stessa Regione del misfatto, uno promosso a capo di un distretto diverso da quello sede del tribunale inquirente prima e giudicante poi, uno addirittura traguardato nel CSM…. Misteri della nostra Repubblica.

E pensare che quando scoppiò il caso delle tangenti nella Sanità Pugliese sotto la Presidenza del Governatore Niki Vendola, gli Assessori implicati nella questione furono promossi uno a Senatore della Repubblica ed uno, evidentemente più sfigato, fu costretto alle dimissioni con pubblico lubidrio per aver accettato tangenti…sessuali!!!!
Ma si disse che il Governatore di Puglia non era al corrente delle questioni oggetto dell'indagine e nonostante avesse fatto azzerare un concorso pubblico onde consentire ad un professionista di chiara fama, dallo stesso Governatore molto apprezzato, di partecipare e…vincere il ruolo, si disse che il comportamento era stato assolutamente idoneo e che le “porcherie” collaterali compiute dai terribili assessori della sua giunta, non potevano essere conosciute dal governatore stesso (sic!). Così va la vita.

Da un lato il principio “non poteva non sapere” porta alla galera mediatica e reale una parte della classe dirigente di questo Paese, dall'altra il principio stesso non vale se a giudicare la questione viene delegata addirittura una amica di famiglia che si trovava per caso a fare il magistrato nel momento del giudizio. (Per tutto quanto sopra confrontare Gazzetta del Mezzogiorno in data odierna.).

Non voglio con questo generalizzare le stranezze come comportamenti anomali diffusi nella categoria ma chiedo a me stesso se posso ancora ritenermi cittadino di un Paese libero e democratico.

Le mie valutazioni sul politico non contano ma se nell'epoca degli scandali FINMECCANICA e Monte Paschi, Unipol e Batman, Bossi Family e Maugeri/Formigoni/Daccò, dove la tangente minima garantita viaggia sui 10 milioni di euro, Tu, misero ex Governatore di Puglia, se ti sei venduto per 500.000 euro e te li sei pure registrati allora consentimi di dirti che SEI UN PIRLA.
Sono e resterò per sempre garantista e, per dirla con un grande pensatore, la penso diversamente da te ma combatterò ogni giorno della mia vita affinché tu possa avere la libertà di esprimerti liberamente.


Fabrizio Romano Camilli

 

 
 
 

 

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