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La "circolare Gabrielli" affossa le manifestazioni in Valle d'Aosta

 

Le disposizioni per la sicurezza equiparano grandi concerti a sagre di paese. Il sindaco di Fénis lancia appello

AOSTA. Le manifestazioni estive in programma in Valle d'Aosta, grandi o piccole che siano, potrebbero essere a rischio. Il problema è una circolare sulla sicurezza del capo della Polizia emanata dopo gli incidenti di Torino e che fa lievitare i costi per la sicurezza anche per eventi di piccole dimensioni.

La comunicazione inviata da Gabrielli ai prefetti, e che il presidente/prefetto Marquis ha inoltrato a sua volta ai sindaci, definisce le responsabilità per evitare gli "scarica barile" e soprattutto impone numerose misure di sicurezza in mancanza delle quali la manifestazione non si può svolgere. Anche se si tratta di una sagra di paese.

Brevemente: il Comune dovrà valutare capienza delle aree, spazi di soccorso, impedire la vendita di alcolici e bevande in contenitori di vetro e lattine; gli organizzatori privati dovranno rilevare gli accessi ai varchi fino all'esaurimento della capacità ricettiva, prevedere percorsi di accesso e deflusso, dotarsi di steward addestrati. Vigili del fuoco, Questura, prefettura dovranno occuparsi di piani di emergenza e anticendio, effettuare valutazioni sull'eventuali minacce, organizzare sopralluoghi, vigilare, mappare la videosorveglianza e svolgere controlli e bonifiche nell'area dell'evento per rilevare ordigni o altri pericoli.

Da Fénis arriva uno sfogo - indubbiamente condiviso da molti suoi colleghi e non solo - del sindaco Mattia Nicoletta contro le misure "mastodontiche" di sicurezza. "Capendo bene e non sottovalutando l'aspetto della sicurezza in qualsiasi ambito - dice -, vanno fatte delle distinzioni tra i vari eventi". In Valle d'Aosta, commenta il primo cittadino, molti eventi sono organizzati da associazioni di volontariato e "non vi è perciò la possibilità di potersi adeguare a delle misure di controllo così elevate che in questo momento non fanno un gran distinguo, per esempio, fra concerti ove si prevedono afflussi di migliaia di persone e concerti con bande di Paese che forse non sfiorano nemmeno lontanamente i 200 spettatori. Ovviamente gli impegni economici correlati non sono sostenibili per gli organizzatori locali".

Nicoletta lancia un appello "alla coscienza Politica che dovrebbe declinare le linee guida inviate dal Ministero alla realtà valdostana e al fine di poter garantire quelli che sono gli eventi della tradizione popolare nel corso dell'anno perché proprio su questi si crea un indotto non indifferente, che permette a molte delle attività locali di sopravvivere".

La Valle d'Aosta, ricorda il sindaco di Fénis, è "una regione turistica che del turismo appunto dovrebbe fare uno dei suoi principali baluardi. In estate, in particolare, ognuno dei 74 Comuni del territorio si veste di musica, di sagre e di tradizione". Ancora il sindaco: "Sarebbe sufficiente discernere, sulla base di certe previsioni ed in riferimento a standard già esistenti, degli eventi ad alto, medio e basso rischio e quindi definire in modo chiaro un adeguato sistema di controllo e sicurezza della manifestazione".

Elena Giovinazzo

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