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Campagne pubblicitarie della Regione: Aostaoggi.it risponde al presidente Marquis

 

A seguito di una interrogazione in Consiglio regionale illustrata dal consigliere Guichardaz

AOSTA. In risposta ad una interrogazione illustrata dal consigliere Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Svda) che si riferiva ad un articolo apparso su Aostaoggi.it, il presidente della Regione Marquis questa mattina in Consiglio regionale ha letto alcune comunicazioni riguardo alle promozioni pubblicitarie di eventi turistici, culturali e non solo della Regione.

Nell'articolo preso a riferimento dal consigliere Guichardaz avevamo evidenziato alcune decisioni dell'assessorato alla Cultura e dell'assessorato delle Attività produttive che, con due delibere in particolare, affidavano la promozione di eventi a vari mezzi di comunicazione, anche piuttosto originali, escludendo quelli on line locali. Il presidente della Regione oggi in consiglio regionale, parlando di provvedimenti adottati nel 2016 e nel 2017, ha risposto che «sono stati utilizzati anche i canali on line». Quel «anche» non smentisce il fatto che alcune volte siano stati esclusi.

Con un po' di stupore abbiamo poi ascoltato il presidente della Regione confermare che, da parte di alcuni uffici, la scelta dei canali a cui affidare le campagne (e la relativa spesa da sostenere) non bada all'effettiva capacità di raggiungere il più ampio pubblico possibile. Marquis ha infatti dichiarato che «la soprintendenza ai beni culturali ha acquistato spazi promozionali limitandosi nella scelta ai siti locali, privilegiando quelli più attenti alle attività culturali indipendentemente dal numero di accessi». Quindi sia che si stampi una sola tovaglietta per ristoranti o che si abbia un solo lettore al giorno, basta essere giudicati "sensibili" alla cultura per avere diritto a migliaia di euro l'anno.

La domanda è sempre la stessa: è giusto spendere "tot" euro per informare una ristrettissima cerchia di persone quando, con la stessa spesa, si possono programmare promozioni su media che raggiungono migliaia di persone?

Devo poi smentire l'affermazione di Marquis in base alla quale lo scorso anno avrei rifiutato, in un incontro con l'allora assessore Raimondo Donzel, una promozione "pay per click" su Aostaoggi.it. Io stesso, in più occasioni e più interlocutori, ho proposto di attivare la remunerazione in funzione dei click o delle impressions ed in più l'incontro riferito dal presidente non riguardava spazi da acquistare su Aostaoggi.it bensì su Fieradisantorso.it.

Oggi ribadisco che l'assioma secondo il quale la pubblicità istituzionale non ha bisogno di un riscontro di pubblico non è condivisibile e che non si può dare lo stesso valore economico ad uno spazio pubblicitario acquistato su un portale con migliaia di accessi giornalieri e uno spazio su un canale che ha un centesimo della visibilità. Ciò vale anche se quest'ultimo è «più attento alle attività culturali», criterio che tra l'altro è soggettivo.

Sono convinto (e spero) che gli assessori alle Attività produttive, Fabrizio Roscio, ed alla Cultura, Chantal Certan, non abbiano messo mano alle comunicazioni fornite oggi in aula al presidente Marquis. Mi viene spontaneo pensare che la risposta sia stata preparata da quei "famosi" funzionari che hanno in gestione i soldi pubblici e la facoltà di scegliere come utilizzarli.

 

Marco Camilli

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