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I costi della Maison du Val d'Aoste di Parigi ancora al centro del dibattito

 

Tutti interessati a mantenerla operativa ma nessuno disposto ad assumerne i costi

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AOSTA. L'Amministrazione regionale ha stabilito di rinnovare per un solo anno, anziché tre, l'affidamento della Maison du Val d'Aoste di Parigi. Fino al 30 giugno 2018 la struttura sarà gestita dalla ditta Linty Conseil, l'unica che ha presentato un'offerta in risposta al nuovo bando (160mila euro, 6.700 euro in meno rispetto alla base di gara).

In questo anno la Regione dovrà decidere cosa fare di questa sede parigina sempre al centro del dibattito per i costi di gestione alti in rapporto ai benefici. A gennaio il Consiglio regionale ha approvato una mozione per tagliare la spesa a carico del bilancio regionale o, in alternativa, alineare l'immobile e che impegna inoltre il governo regionale a vagliare l'interesse da parte di operatori economici o gli émigrés. Le indagini fatte in questi mesi hanno dato un unico risultato: tutti sono interessati a mantenere aperta la Maison, ma nessuno è disponibile a contribuire economicamente.

Riferendo in Consiglio regionale in risposta ad una interrogazione del Pd-Svda, il presidente della Regione Marquis ha spiegato che «le categorie economiche valdostane e gli émigrés hanno ribadito l'interesse per il mantenimento della Maison e ad essere coinvolti nella gestione con un ruolo consultivo, per la determinazione degli indirizzi di attività. Non hanno invece manifestato la possibilità di un loro impegno in termini di compartecipazione finanziaria». Finaosta ha sentito anche Adava e Chambre le quali «hanno evidenziato - ha spiegato Marquis - l'opportunità di instaurare un canale di comunicazione e collaborazione permanente e diretto per sfruttare la Maison a favore dell'economia valdostana. La Chambre si è proposta quale collettore di idee ed esigenze delle imprese e delle associazioni, ma anche quale partner nella programmazione e nella gestione delle attività. Attualmente non vi sono le condizioni per una gestione diretta della struttura, né per intervenire con proprie risorse».

Per Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Svda) «quella che dovrebbe essere la Maison des émigrés viene utilizzata a questo scopo per ben poco tempo e non è dato sapere i risultati sul versante promozionale».

 

E.G.

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