Impianti a fune, i sindacati: sia riconosciuto il lavoro gravoso

 

«La strada del confronto è molto stretta, ma nostra richiesta è legittima»

seggioviaAOSTA. I sindacati dei trasporti tornano a chiedere il riconoscimento del lavoro gravoso per gli addetti degli impianti a fune. «Il settore dei trasporti è ad alta concentrazione di lavori usuranti, svolti in qualsiasi condizione meteo e con mansioni particolarmente impegnative, per assicurare l'efficienza e la sicurezza del trasporto di merci e persone tutti i giorni dell’anno», sottolineano le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Savt di Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte e Lombardia.

«È giusto che si tenga conto che lavorare a 25/30 gradi sotto zero, in stazioni sciistiche poste fino a 4.000 metri, magari svolgendo manutenzioni pesanti, venga riconosciuto come lavoro gravoso», aggiungono.

Al governo regionale ed ai parlamentari valdostani i sindacati sollecitano un intervento per un settore che, solo nella nostra regione, conta circa 950 lavoratori tra addetti all'esercizio e alla manutenzione, agli impianti di innevamento artificiale, alla manutenzione delle piste ed al soccorso e conduttori di mezzi.

«Ci auguriamo che questa volta possa aprirsi uno spazio - dicono i sindacati -. Siamo consapevoli che la strada su cui si muove il confronto tra Governo e Sindacati è molto stretta, ma restiamo convinti che non sarebbe giusto escludere queste attività da quelle gravose. Le fatiche e gli sbalzi di altitudine a cui sono esposti i lavoratori degli impianti a fune sono sovente causa di problemi di salute, quali l'addensamento sanguigno con riscontri di ematocrito alto, problemi di pressione arteriosa, vertigini, rischio di infarto ed altri problemi cardio-circolatori, che rendono oggettivamente difficile operare in età avanzata. La nostra è una richiesta legittima», concludono.

 

Marco Camilli

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