Scuola, "offerta formativa si è impoverita, sospendere le adaptations"

Diciannove insegnanti della Mont Emilius 2 chiedono lo stop alla sperimentazione: docenti in difficoltà, programmi ridotti all'osso, attività sostituite da corsi di recupero

scuolaAOSTA. Sono sempre di più le istituzioni scolastiche valdostane che chiedono di sospendere le adaptations introdotte nel 2016. Nonostante l'apertura al dialogo dell'assessore all'istruzione Emily Rini, che nei giorni scorsi ha confermato la disponibilità del governo a «ricalibrare per rendere più efficace» la legge incentrata su bilinguismo e rafforzamento dell'inglese, le scuole continuano a manifestare difficoltà e un complessivo peggioramento della qualità dell'insegnamento offerto gli studenti.

«Ciò che, come recita l'art. 3 della legge, dovrebbe favorire "il potenziamento dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali" non si sta verificando», scrivono in una lettera diciannove insegnanti dell'i.s. Mont Emilius 2 di Quart, e l'offerta formativa risulta «impoverita».

L'obbligo di insegnare in francese e in inglese, spiegano i docenti, ha il risultato di depotenziare anche l'italiano. Le materie coinvolte devono essere semplificate il più possibile e ridotte nei contenuti, i tempi di completamento dei programmi si dilatano, scompaiono in progetti interdisciplinari e le attività diminuiscono per far spazio a percorsi di recupero o consolidamento. Alcune materie poi, come l'arte o l'educazione fisica, vengono stravolte per l'imposizione di doversi concentrare su una lingua anche se in discipline di questo tipo «l'aspetto linguistico non è predominante».

I docenti della Mont Emilus 2 evidenziano anche altri problemi: «gli insegnanti delle materie non linguistiche non possiedono ancora una sufficiente padronanza della lingua inglese (che si acquisisce dopo anni di studio e approfondimento)» e mancano le ore di confronto e programmazione tra docenti.

L'impressione, concludono i diciannove insegnanti, è che «questa sperimentazione degli adattamenti stia dando sempre meno spazio ad una didattica individualizzata, come quella che la scuola secondaria di I grado è fino ad ora riuscita ad offrire». Tutto ciò può «incidere negativamente sulla qualità dell'insegnamento, con grave danno per le alunne e gli alunni della nostra scuola».

 

Elena Giovinazzo

Altre news di attualità

Pubblicità
Pubblicità