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Dal ghiacciaio della Brenva riemergono i resti di un alpinista


Il Sagf proverà a dare un nome al corpo custodito dai ghiacci del Monte Bianco per trent'anni

COURMAYEUR. Con il costante scioglimento dei ghiacciai in alta quota si allunga la lista di ritrovamenti di resti umani che riemergono dopo decenni. L'ultimo in ordine cronologico è avvenuto sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

Il ghiacciaio della Brenva ha restituito ciò che rimane di un alpinista morto probabilmente circa trent'anni fa. L'attrezzatura, in particolare lo zaino e la piccozza, ha marchi francesi e sembra siano stata prodotta verso la metà degli anni '80.

I resti umani per ora non hanno un'identità. Il Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves che li ha recuperati esaminerà le banche dati in proprio possesso e quelle della Gendarmerie per conoscere l'elenco delle persone scomparse in quegli anni e provare a trovare una corrispondenza.

 

Marco Camilli

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