L'ipotesi dei pm di Aosta: corruzione sulla fornitura di beni alle società partecipate regionali

 

Ai domiciliari Accornero e Cuomo; perquisizioni anche a casa di alcuni politici

AOSTA. Scaturiscono dall'inchiesta della procura di Milano sull'ex procuratore capo di Aosta Pasquale Longarini gli arresti firmati dal gip di Aosta di Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo. I pm meneghini durante le indagini sull'ex pm hanno acquisito una serie di atti poi trasmessi alla Procura di Aosta per competenza che sono stati alla base di ulteriori accertamenti affidati ai carabinieri.

Uno di questi fascicoli riguarda la fornitura di beni alle società partecipate dalla Regione. Gli arresti di Cuomo e di Accornero, dirigente di Finaosta nonché ex consigliere delegato dell'Associazione Forte di Bard, riguardano proprio l'ipotizzata esistenza di un sistema di corruzione grazie al quale imprenditori "amici" venivano scelti per la fornitura di beni, non solo alimentari, ad alcune società partecipate (tra cui quella del 4K) in cambio di proposte di assunzione e di altri "favori".

Accornero e Cuomo sono ai domiciliari su decisione del gip Paladino che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Luca Ceccanti.

Quello delle forniture alle partecipate regionali non è un argomento nuovo: se ne era già parlato dopo l'arresto a gennaio di Longarini e di Cuomo, titolare del Caseificio Valdostano, che tra i suoi clienti ha proprio alcune di queste società. La questione era stata sollevata anche in Consiglio regionale che, tra l'altro, ha iniziato questa mattina la riunione in assenza di numerosi componenti della maggioranza alle prese con le perquisizioni domiciliari compiute sempre dai carabinieri per ottenere altro materiale utile alle indagini.

 

Marco Camilli

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