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Spaccio di cocaina in Valle d'Aosta, sgominato traffico da 1 milione di euro

 

Sei le persone arrestate, quasi tutte imparentate. La droga smerciata in un night club di Chatillon

Droca-sequestro20feb16

AOSTA. Sono accusate di gestire un giro di droga da 1 milione di euro le persone arrestate dai carabinieri nell'ambito dell'indagine denominata "Campanacci" sullo spaccio di cocaina in Valle d'Aosta e in particolare a Châtillon. In manette sono finiti sei cittadini albanesi, quasi tutti imparentati, mentre altri soggetti sono stati denunciati, tra i quali un italiano. «Queste persone non lavorano, si mantenevano con questa attività» ha spiegato il tenente colonnello Samuele Sighinolfi stamane in conferenza stampa ad Aosta.

L'inchiesta è partita lo scorso ottobre con il furto di alcuni campanacci - da qui il nome dell'operazione - avvenuto a Nus. Dalle indagini su questo episodio sono pian piano emersi elementi che hanno consentito ai carabinieri di ricostruire l'importante traffico di droga verso la Valle d'Aosta che, secondo le stime, generava un giro d'affari di un milione di euro all'anno. I soldi finivano in parte reinvestiti nel night club di Chatillon "La dolce vita", dove veniva smerciata buona parte della droga, e in parte spediti in Albania. «Ogni mese arrivavano tre etti di cocaina purissima che veniva tagliata minimo tre volte», ha spiegato Sighinolfi, e durante l'operazione è stato sequestrato circa mezzo chilo di droga.

Secondo i carabinieri a capo della ben organizzata banda c'era Albert Bushaj, avvocato di 36 anni iscritto al Foro di Roma che in passato ha collaborato con la Procura di Aosta come interprete. Il 36enne, pur essendo agli arresti domiciliari dopo un'altra operazione antidroga, riusciva a gestire il traffico di stupefacenti ed il night club con la complicità di alcuni parenti: il nipote Xhontino Sinanaj di 19 anni, arrestato due volte in meno di un mese, ed i cugini Gentian, Zamir e Laurent Bushaj rispettivamente di 34, 30 anni e 27 anni. Nell'indagine è finito anche Lado Latifaj, 38 anni, denunciato anche per ricettazione dei campanacci rubati a Nus.

Più marginale, secondo gli inquirenti, il ruolo del padre di Albert, il 66enne Jani Bushaj, nei cui confronti il gip ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora. La stessa misura è stata adottata per Raffaele Chiosso, 49 anni, cassiere del night club.

 

Marco Camilli

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