Gli enti locali della Valle d'Aosta chiedono 1,3 milioni alla Regione

 

Celva: prioritario poter contare su risorse adeguate per i servizi a favore degli enti

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AOSTA. Prosegue il percorso degli enti locali valdostani verso la predisposizione dei servizi associati. Dal prossimo anno il Celva avvierà la gestione in forma associata della riscossione coattiva delle entrate patrimoniali e tributarie e del servizio unico di trattamento economico del personale degli enti locali.

Le novità richiedono però un apposito impegno economico e il Celva guarda alla Regione per un sostanzioso contributo economico. All'unanimità i Comuni, le Unités e il Bim hanno votato ieri per chiedere 1 milione e mezzo di euro all'Amministrazione regionale. Risorse necessarie, spiega il Consorzio, per «consolidare i servizi associati formazione, consulenza e l'ufficio unico dedicato alle politiche contrattuali» e appunto per avviare gli ulteriori due servizi dal 2018.

Per quest'anno il Celva ha recuperato 1,3 milioni dalle somme trasferite per la finanza locale e poco più di 52mila euro dalla compartecipazione degli enti locali. Dal prossimo anno l'intenzione è di non dover più chiedere ai Comuni e alle Unité di mettere proprie risorse.

«Siamo determinati a consolidare la politica di contenimento della spesa avviata in questi anni, che ha interessato soprattutto i costi di funzionamento della struttura - dice il presidente Franco Manes -. Tuttavia, è prioritario prevedere risorse adeguate per l'erogazione dei servizi a favore degli enti soci. Ad oggi l'attuale finanziamento complessivo non risulta sufficiente a garantire una totale copertura dei costi».

 

Marco Camilli

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