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Mancano i soldi: l'Unité Grand Combin valuta chiusura microcomunità

 

Il presidente Créton aspetta garanzie da Regione su fondi e prospettive future

GIGNOD. L'Unité des Communes Grand Combin potrebbe decidere di chiudere le microcomunità per anziani a causa dei «gravi problemi al bilancio». Joël Créton, sindaco di Ollomont e presidente dell'ente, lancia l'allarme in seguito alla denuncia dell'esponente del M5s Cognetta sulla mancata assunzione di cinque operatori socio sanitari.

Quest'anno «per coprire un disavanzo da oltre 400.000 euro abbiamo dovuto mettere dei soldi che erano destinati all'acquedotto. Quei soldi devono tornare o andiamo in dissesto» avverte Créton.

Il presidente dell'Unité spiega che alla copertura dei costi delle tre strutture situate a Gignod, Doues e Roisan contribuiscono «ormai solo i Comuni della Grand Combin» nonostante i 77 posti letto siano assegnati anche ad anziani che risiedono fuori dal comprensorio (Aosta, Saint-Christophe, Quart). Per questo l'Unité sta valutando «la chiusura o l'esternalizzazione di alcune microcomunità».

Esiste poi la questione del personale. «Non ci sembrava il caso di assumere persone che avrebbero dovuto essere messe in disponibilità il giorno dopo», dice Créton in risposta a Cognetta, inoltre c'è «la norma regionale che impone di non assumere più del 50% dei posti disponibili l'anno precedente». Se la situazione si sbloccasse e se «ci dovessero essere date garanzie dalla Regione sui fondi e sulle prospettive future della riorganizzazione del sistema del welfare, potremmo di nuovo riprendere in mano la cosa e valutare di riassumere», conclude Créton.

 

redazione

 

 

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