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Riorganizzazione welfare, enti locali: serve ragionamento complessivo su settore

 

Barocco: definire ammontare e modalità di erogazione delle risorse

AOSTA. «La riorganizzazione delle politiche di welfare in Valle d'Aosta è per noi prioritaria, ma qualsiasi ragionamento in merito deve essere obbligatoriamente fondato su una visione complessiva del settore, non solo degli anziani, ma tenendo conto anche delle esigenze delle famiglie nel loro complesso, dalla prima infanzia all'età adulta». Lo afferma il presidente del Celva, Franco Manes, il giorno dopo l'esame della proposta di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari e assistenziali agli anziani presentata dall'assessorato regionale della sanità.

«Il dossier trasmessoci - dice Manes - offre alcuni primi spunti sul ripensamento del servizio anziani: a seguito di un approfondito ed articolato dibattito sono emersi alcuni elementi di grande attenzione, che gli amministratori degli enti locali hanno ritenuto fondamentale evidenziare subito al Legislatore regionale».

Nel processo di riorganizzazione del welfare sono coinvolte anche le Unités de Communes. Il coordinatore della conferenza dei presidenti delle Unités Giovanni Barocco pone l'accento sulla necessità di «una preventiva definizione delle fonti economiche e finanziarie, del loro ammontare e delle modalità di erogazione, che non sono più sostenibili dalle Unités des Communes alle attuali condizioni». Per Barocco si tratta di una condizione imprescindibile per poter ragionare su nuovi modelli di governance.

Un altro aspetto su cui si sono soffermati gli enti locali è quello del personale: la priorità dev'essere il mantenimento dell'occupazione e degli attuali livelli di servizio all'utenza.

 

E.G.

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