Spesa pubblica pro capite nelle Regioni: primato alla Valle d'Aosta

 

I risultati cambiano tenendo conto del Prodotto interno lordo

La regione con la spesa pubblica pro-capite più elevata è la Valle d'Aosta, con 15.731 euro all'anno; seguono il Lazio con 13.684 euro, il Trentino Alto Adige con 13.278 € e il Friuli Venezia Giulia con 12.975 €. In coda le regioni più grandi: la Lombardia è ultima per spesa pubblica pro-capite (8.647 euro), preceduta dal Veneto (8.734 euro) e dalla Campania (9.082 euro). Lo afferma un'analisi del Centro Studi Impresa Lavoro che ha elaborato i dati della Ragioneria Generale dello Stato sulla spesa pubblica consolidata nella quale vengono incluse, oltre alle spese del bilancio statale, quelle realizzate nei territori di riferimento dagli enti locali, da Fondi alimentati con risorse nazionali e comunitarie, da Enti e organismi pubblici.

La valutazione cambia se si raffronta la spesa pubblica al Prodotto interno lordo che ogni singola regione produce. In questo caso le regioni con percentuale più elevate rispetto al Pil risultano la Calabria (66,15%), la Sardegna (59,9%) e la Sicilia (56,55%). In fondo alla classifica troviamo le regioni più ricche del Nord: la Lombardia, dove la spesa pubblica pesa per meno del 25%, il Veneto (29%) e l'Emilia Romagna (30%). La Valle d'Aosta (42,99%) si trova a metà classifica.

«L'enorme differenza della quantità di spesa tra regioni non è semplicisticamente riconducibile alla loro collocazione geografica: si spende tanto al nord quanto al sud. Va però considerata la sua qualità», osserva Massimo Blasoni, imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro. «Prendiamo ad esempio la sanità. Il livello dei servizi resi in Lombardia è nettamente migliore di quello calabrese anche se il costo pro capite è di poco superiore; per l'Istat di soli 130 euro annuali a cittadino: un'inezia. È solo un esempio che riafferma però un concetto ineludibile. Si tratta di spendere di meno ma anche e soprattutto di spendere meglio. Dal trasporto pubblico ai servizi postali troppo spesso i nostri servizi pubblici sono lontani dagli standard che ci potremmo aspettare visto il loro costo, condizionati come sono da inefficienze ed eccesso di intermediazione politica. Un esempio? Nell'area di Napoli, forse la peggio servita quanto a raccolta e smaltimento rifiuti, si paga una delle tasse sui rifiuti più alte d'Italia. Anche i costi della politica non sono uguali per tutti. Agli oltre 42 euro pro capite per il funzionamento degli organi istituzionali della Sardegna o ai quasi 32 euro della Sicilia fanno da contraltare Piemonte ed Emilia Romagna che si attestano attorno ai 5 euro annui».

 

Clara Rossi

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