Ocse: giovani più poveri e senza lavoro, crescono le disuguaglianze

 

Il gap tra nuove e vecchie generazioni è in crescita

ROMA. Più poveri, senza lavoro e con prospettive a lungo termine di grande incertezza. Per le giovani generazioni d'Italia il presente e il futuro è contraddistinto da tinte scure, almeno secondo il quadro tracciato dall'Ocse con il rapporto "Preventing ageing unequally" che mira a prevenire le disuguglianze nell'invecchiamento mettendo a nudo i problemi del presente.

Il rapporto parla chiaro: negli ultimi trent'anni il gap tra vecchie e nuove generazioni in Italia si è allargato. Dalla metà degli anni '80 il reddito della popolazione tra 60 e 64 anni è cresciuto del 25% più che tra gli adulti da 30 a 34 anni e negli ultimi quindici anni il tasso di occupazione nella popolazione tra 55 e 64 anni è cresciuto del 23% mentre tra i 18-24enni è crollato dell'11%. Nella media dei Paesi dell'Ocse inoltre il tasso di povertà tra i giovani è al 13,9% e tra i 66-75enni è al 10,6%.

«Le ineguaglianze tra i nati dopo il 1980 - dice l'Ocse - sono già maggiori di quelle sperimentate dai loro parenti alla stessa età». Il rapporto sottolinea inoltre che, poiché «le diseguaglianze tendono ad aumentare durante la vita lavorativa, una maggiore disparità tra i giovani di oggi comporterà probabilmente una maggiore diseguaglianza fra i futuri pensionati, tenendo conto del forte legame che esiste tra ciò che si è guadagnato nel corso della vita lavorativa e i diritti pensionistici».

L'Italia è già uno dei Paesi con più anziani nell'area Ocse e se il trend non sarà invertito, nel 2050 sarà il terzo Paese con più anziani nel mondo, dietro a Giappone e Spagna.

La situazione potrebbe essere persino peggiore per le giovani che percepiscono mediamente il 20% di stipendio in meno rispetto ai colleghi maschi.

Più in generale, il rapporto Ocse svela che nei due terzi dei 35 Paesi presi in considerazione le disuguaglianze di reddito tra generazioni sono in crescita e tra le generazioni più giovani le ineguaglianze sono superiori rispetto ai più anziani.

 

Clara Rossi

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