Lavoratore Cas licenziato, Corte d'Appello ribalta le prime sentenze. Fiom: "grave"

I giudici di Aosta avevano disposto il reintegro, ma a Torino il licenziamento è confermato. Il sindacato: "in Cogne c'è clima difficile"

cas-scrittaAOSTA. La sentenza della Corte di Appello di Torino che convalida il licenziamento di un dipendente della Cogne Acciai Speciali rappresentante Rsu/Rsl della Fiom è «grave e discutibile». Lo afferma il sindacato in una nota a proposito del caso di un lavoratore licenziato per «dichiarazioni non veritiere nei confronti dell’Amministratore Delegato».

In due precedenti occasioni i giudici del tribunale di Aosta avevano «dichiarato illegittimo il suo licenziamento riconoscendo che gli addebiti mossi a Savoca non corrispondevano alla verità ed erano privi di qualsiasi rilievo disciplinare. In particolare, l'ultima sentenza del Tribunale di Aosta aveva disposto il reintegro di Savoca sul posto di lavoro».

Fiom Cgil annuncia ora il ricorso in Cassazione nella convinzione che il licenziamento non sia «un fatto a sé stante ma rientri nel difficile “clima interno” creatosi in C.A.S. negli ultimi anni. Abbondano i provvedimenti disciplinari a danno dei lavoratori; si ripetono licenziamenti per soppressione del posto di lavoro non mettendo i rappresentanti sindacali nella possibilità di trattare per ricollocazioni interne dei lavoratori in un'Azienda con oltre mille dipendenti, per citare i casi più clamorosi. La Cogne Acciai Speciali sta conseguendo importanti risultati economici che generano occupazione, grazie, anche alle capacità professionali del personale».

 

C.R.

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