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Contraffazione alimentare, accordo UE-Cina per tutelare 200 indicazioni geografiche

 

Italia leader con 26 produzioni, ma la Valle d'Aosta è assente

ROMA. Ci sono 26 prodotti italiani, ma nessuno valdostano, nell'elenco delle 200 indicazioni geografiche "protette" contenute in un accordo bilaterale a cui stanno lavorando Unione Europea e Cina e che verrà firmato nel corso del 2017.

Il Bel Paese ha il numero più elevato di IG a cui viene riconosciuta questa "protezione internazionale". Tra gli altri ci sono l'Aceto balsamico di Modena, l'Asiago, il Bardolino superiore, il Chianti, la Mozzarella di bufala campana, il Pecorino Romano, il Prosciutto di Parma. I prodotti valdostani invece non figurano: non c'è la Fontina forse anche perché, pur essendo l'ambasciatrice della Valle d'Aosta sulle tavole di tutto il mondo, non contiene alcun richiamo geografico nel nome, ma sono assenti anche altre produzioni come, solo per fare un paio di esempi, il Vallée d'Aoste Jambon de Bosses o la Toma di Gressoney.

Con l'accordo Ue-Cina si va a tutelare l'importante flusso di importazioni di prodotti agroalimentari europei che raggiungono ogni anno la Cina e di fatto a rafforzare la cooperazione tra UE e mercato cinese nato circa un decennio fa con il riconoscimento di protezione ai primi dieci prodotti IG per ogni parte. La pubblicazione della lista dei 200 è la naturale evoluzione di tale accordo bilaterale di cooperazione: una buona notizia per i produttori europei dal momento che quello dell'agroalimentare cinese è uno dei mercati più grandi al mondo, con prospettive di ulteriore crescita grazie ai gusti della nuova classe media che sceglie sempre più spesso di consumare prodotti alimentari europei.

Le IG registrate ad oggi in Europa sono oltre 3.300 e sempre nell'UE sono protetti anche altri nomi di 1250 nomi non comunitari, soprattutto grazie a accordi bilaterali come quello con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell'UE ammonta a circa 54,3 miliardi di euro e insieme costituiscono il 15% delle esportazioni totali di prodotti alimentari e delle bevande.

 

Clara Rossi

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