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La Valle d'Aosta ancora non trova la via d'uscita dalla crisi

 

Presentato l'Annuario statistico regionale: disoccupazione in lenta diminuzione, nascite in calo, mercato del lavoro precario e consumi in crescita

AOSTA. La Valle d'Aosta non ha ancora c'entrato il punto di svolta della crisi ed essendo entrata in difficoltà più tardi rispetto alle altre regioni, ne uscirà anche in ritardo. Non bastano infatti alcuni segnali confortanti a certificare l'uscita dal periodo "buio" iniziato nel 2008.

A tracciare il quadro generale della situazione valdostana è l'edizione 2017 dell'Annuario statistico regionale, pubblicato sul sito internet della Regione e presentato ieri dal presidente della Regione Marquis e dal capo dell'Osservatorio economico e sociale regionale Dario Ceccarelli.

«Il Pil della Valle d'Aosta si è ridotto di 11 punti percentuali, l'industria ha patito un calo del 5,9% ed in questo dato è incluso il settore dell'edilizia che ha perso il 9,9%», ha sintetizzato Marquis illustrando alcune delle informazioni contenute nell'Annuario.

I dati ricavati dalla publicazione forniscono alcune indicazioni su come è cambiata la società in questi anni di crisi. Grazie allo sviluppo del settore sociale le lavoratrici hanno trovato meno difficoltà sul mercato del lavoro rispetto agli uomini i quali, al contrario, hanno dovuto affrontare un'instabilità maggiore. Il numero di contratti è in aumento tuttavia si tratta principalmente di rapporti a breve termine, legati principalmente al turismo e agli stagionali, e ciò rende precaria la situazione di molti lavoratori. Anche a causa delle incertezze economiche, per il secondo anno la Valle d'Aosta non è riuscita a superare le 1000 nascite ed anche i movimenti migratori risultano il calo per il terzo anno consecutivo. Il risultato è che la popolazione residente nella nostra Vallée continua a diminuire.

Sul fronte delle imprese, la riduzione generale del numero di realtà produttive operanti sul territorio si confronta con un aumento delle società di capitale. L'Annuario rivela poi una ripresa delle esportazioni, tornate ai valori del 2011, ed un recupero della produttività e degli investimenti. Per il terzo anno i consumi risultano in crescita ed anche sul fronte disoccupazione le notizie sono positive: il calo è lento, ma costante.

Tornando al quadro generale, hanno comunque sottolineato Marquis e Ceccarelli, la Valle d'Aosta ha sì sentito gli effetti della crisi, ma sotto diversi aspetti (ad esempio quello dei redditi e del Pil pro capite) è ancora tra le regioni più virtuose d'Italia.

 

Elena Giovinazzo

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