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Autonomia, riforma costituzionale e specialità i temi della Festa della Valle d'Aosta 2016

A Palazzo regionale i discorsi delle autorità e la consegna dei titoli agli Amis ed ai Chevaliers de la Vallée d'Aoste

festa-valledaosta2016AOSTA. La riforma costituzionale all'esame del Parlamento «ha sollevato numerose critiche, ma non mancano di certo gli aspetti positivi». Così il presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel discorso pronunciato ieri a Palazzo regionale in occasione delle celebrazioni della Festa della Valle d'Aosta e degli anniversari dell'Autonomia e dello Statuto speciale.

Ha spiegato Rollandin: «Il principio della "specialità" continua a essere riconosciuto e confermato, anche nel nuovo impianto costituzionale. Inoltre, grazie all'impegno congiunto dei Parlamentari e dei Presidenti delle Regioni a Statuto Speciale e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento del principio dell’intesa per l'eventuale revisione degli Statuti, a riconferma del metodo pattizio che deve essere posto alla base dei rapporti tra lo Stato e ogni Autonomia speciale».

Rollandin ha sottolineato l'importanza delle «possibilità che ci vengono offerte dall'Unione europea» e cioè «i fondi comunitari» che dovranno essere «utilizzati pienamente» visto il «periodo di penuria di risorse». Il suo discorso ha anche toccato il tema della zona franca: «è importante riflettere su nuove forme di fiscalità - ha detto - che ci permetterebbero di sostenere i nostri territori».

«Gli ultimi otto anni - ha ancora sottolineato il presidente della Regione - sono stati molto difficili, la crisi economica ha inciso pesantemente sulla vita dei valdostani e, pur in presenza di timidi segnali che un po' ci incoraggiano, i suoi effetti negativi non si sono ancora esauriti».

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Franco Manes, presidente del Celva, a nome dei Comuni. Anche il suo discorso ha toccato il tema dell'autonomia e delle specialità. «Se dovessimo misurare lo stato di salute della nostra specificità - ha dichiarato - ritengo che oggi non sia in discussione la persistenza dei suoi valori nel nostro tessuto politico, comunitario e sociale, ma che sia invece urgente e necessario riflettere sulla qualità della rappresentazione contemporanea dell'ideale autonomista». Secondo Manes «favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e sulla base del principio di sussidiarietà da parte della classe politica rappresenta passaggio sostanziale nel rinnovo di un patto sociale fra pubblico e privato, con il fine ultimo di perseguire il benessere della comunità».

Il terzo discorso è stato quello del presidente del Consiglio Valle, Marco Viérin, che si è concentrato anche lui sulla riforma costituzionale. «È un fatto importante, che riguarda non soltanto i tecnici, e neppure soltanto il Consiglio Valle, ma tutti i Valdostani. La nostra autonomia non deve isolarsi, ma deve essere sempre più attenta e capace di confrontarsi anche con le altre realtà» ha rimarcato.

Viérin ha anche parlato della necessità di «dovremo dare l'ultima parola ai valdostani, che devono potersi esprimere sulla nostra Carta fondamentale, come d'altra parte avverrà per la stessa Carta costituzionale italiana con il referendum d'autunno. In parallelo dovremo anche riappropriarci dell’autonomia materiale, cioè della concreta possibilità di governo della Valle che ci deriva dallo Statuto ma che è limitata dai vincoli finanziari, amministrativi e dalla legislazione nazionale ed europea».

Nel corso della cerimonia sono state le onorificenze ai nuovi Chevaliers de la Vallée d'Aoste, Rinaldo Carrel e Piero Roullet, ed ai nuovi Amis, Fabio Fazio e Lamberto Gallarino Gancia. Erano presenti anche il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo e l'imprenditore Riccardo Garosci ai quali è stata attribuito lo scorso anno il titolo di Amis de la Vallée d’Aoste, ma non avevano potuto prendere parte alle celebrazioni.

 

E.G.

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