Riforma dei giochi, trovato l'accordo: mantenute le disposizioni delle Regioni

 

Marquis dopo la Conferenza: miglioramenti avranno ricadute sul piano sociale e della salute

ROMA. E' stata approvata in sede di Conferenza dei presidenti delle Regioni la proposta di intesa con lo Stato sui "punti di gioco pubblico".

La legge prevede la diminuzione in tre anni dei punti gioco dagli attuali 98.600 a circa cinquantamila e delle Awp (le slot) dalle circa 400mila a 265mila entro il 30 aprile 2018, con un taglio percentuale del 35%. Per effetto di un emendamento presentato da Bolzano e sostenuto anche dalla Valle d'Aosta, le Regioni e le Province autonome possono comunque mantenere le proprie disposizioni in materia anche se prevedono misure più restrittive. Inoltre le Regioni e le Province autonome per contrastare la ludopatia potranno prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione.

Il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, era presente alla Conferenza. «L'intesa - ha commentato - consente un più ampio ruolo da parte delle Regioni e degli Enti locali, che potranno meglio monitorare e gestire il gioco pubblico sul territorio e rispetto alla popolazione, con miglioramenti che avranno ricadute sul piano sociale e su quello della salute».

L'intesa inoltre, ha aggiunto Marquis, permette di «regolare la distribuzione dell'offerta di gioco diffusa nel territorio, tenendo conto delle accresciute esigenze sociali e dei fenomeni di dipendenza patologica osservati, sia per mezzo della riduzione dei volumi di gioco e dei punti vendita (tra l'altro con una significativa riduzione del numero di slot machine), sia per mezzo di disposizioni e di criteri applicativi da parte delle Regioni e degli Enti locali riguardo alla distribuzione territoriale, alle fasce orarie di esercizio, di accesso al gioco, di monitoraggio e di visibilità dei punti gioco».

 

Clara Rossi

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