L'Uvp abbandona la maggioranza: è crisi di governo

 

Marquis: «basito, non si può cambiare idea ogni quattro mesi»

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AOSTA. Si è aperta ufficialmente oggi la crisi per la Giunta Marquis, insediatasi appena sette mesi fa. L'Union Valdôtaine Progressiste, che dall'estate ha avviato un percorso politico comune con l'Union Valdôtaine, ha lasciato il tavolo della maggioranza durante la riunione di verifica nella sede di Stella Alpina.

La presidente del movimento Elisa Bonin: «Mancano degli elementi imprescindibili per poter continuare, uno su tutti una visione comune su certi temi, per esempio la quotazione in borsa di Cva e i collegamenti intervallivi, ma soprattutto manca la coesione per approvare un bilancio. Noi - dice - non ce la sentiamo di approvare un bilancio al buio».

Anche se ieri l'assessore alla Sanità Bertschy aveva indicato una divisione tra la situazione politica e quella amministrativa, con l'apertura della crisi è evidente che la situazione è drasticamente cambiata. La presidente Bonin lo conferma sottolineando che «ci saranno delle ricadute amministrative, ma noi auspichiamo che si possa gestire politicamente questa crisi con tutti quelli che si metteranno all'opera con tutta la buona volontà per farlo».

Il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, si dice «basito per il comportamento dell'Uvp». Aggiunge: «In politica credo che occorra anche della coerenza, non è possibile procedere con i soliti giochini e giochetti che sono ormai superati e non sono più condivisi dalla popolazione». Per Marquis «l'abbandonare la situazione di gestione in un momento così difficile per la Valle d'Aosta» è «un atteggiamento poco responsabile. Non è possibile ricredersi ogni quattro mesi dei percorsi che si intraprendono: occorre stabilità, serietà e chiarezza di fronte ai valdostani e - aggiunge - franchezza nei confronti degli alleati».

«Domenica abbiamo la visita del premier Paolo Gentiloni, abbiamo ad Aosta il ministro dell'interno Marco Minniti e francamente mi spiace dover presentare un'immagine così triste della nostra Valle d'Aosta», dice ancora Marquis.

 

Marco Camilli

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