Marquis: «testimone inascoltato su fatti di cui sono completamente estraneo»

 

L'ipotesi di calunnia sui 25mila Euro: «non ho fatto nulla, lo giuro sulla mia famiglia e davanti ai valdostani»

AOSTA. Il presidente della Regione dimissionario Pierluigi Marquis ha voluto ribadire questa mattina in Consiglio regionale la sua estraneità alle accuse di calunnia ipotizzate dalla procura di Aosta sul caso dei 25mila euro trovati in Regione.

«Ieri mattina - ha riferito Marquis all'aula - mi hanno notificato un provvedimento e mi sono stati prelevati computer e telefoni cellulari. Questi elementi saranno sicuramente utili a dimostrare tutta la mia assoluta estraneità. Io sono oggi testimone inascoltato su fatti di cui sono completamente estraneo».

L'ipotesi investigativa dalla procura di una busta con contanti messa nella scrivania prima utilizzata da Rollandin con l'obiettivo di screditarlo «contrasta con tutto quello che so», ha affermato Marquis. «Non ho fatto nulla. Non ho difficoltà a dimostrarlo e a giurarlo su quello che ho di più caro, la mia famiglia, davanti a tutti i valdostani. Quanto accaduto si presta ad una facile lettura politica e questo mi dispiace».

Marquis, che virtualmente rimane in carica fino a che il Consiglio Valle questa mattina non prenderà atto delle sue dimissioni, ha poi rievocato il problema della sicurezza di Palazzo regionale. Con la vicenda dei 25mila euro «è emersa tutta la vulnerabilità sul sistema di sicurezza - ha commentato -. Sono state fatte delle relazioni e i lavori non sono ancora terminati. Il prossimo governo dovrà lavorare anche a questo problema.

A proposito delle dimissioni, Marquis ha spiegato di averle rassegnate considerato anche la risoluzione di "sfiducia" approvata dal Consiglio Valle la scorsa settimana. «Lunedì mattina abbiamo dato corso ai lavori della giunta a conclusione del nostro operato e considerato che il consiglio era convocato oggi, ho ritenuto che il mio percorso poteva ritenersi concluso».

 

C.R.

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