L'assessore Rini si difende: "fatti che attengono solo alla mia sfera privata"

 

"La Valle d'Aosta ha bisogno di serietà e impegno, non di gossip"

AOSTA. «Credo che le valdostane e i valdostani meritino che nell'aula del Consiglio approdino temi non solo più importanti, ma che attengano unicamente alla sfera pubblica». Lo afferma l'assessore all'Istruzione e Cultura Emily Rini a proposito dell'interrogazione a risposta immediata di Alpe sul suo colloquio in Procura riguardo, spiega l'iniziativa, una proposta di assunzione fatta dall'imprenditore Gerardo Cuomo durante la causa di separazione al suo ex marito il quale, si legge ancora nell'interrogazione, sarebbe poi stato assunto in Cva.

«Sono stata sentita - afferma Rini - a sommarie informazioni come persona informata sui fatti nel mese di luglio 2017 in relazione a un procedimento che non ha ad oggetto la vicenda in questione, presso la Procura della Repubblica di Aosta. In relazione alla mia deposizione, mi vedo ovviamente impossibilitata a riferirne i contenuti in quanto su di essi vige il segreto istruttorio». Rini aggiunge che «l'unico dato certo che posso riferire è che, come ha confermato la stessa Procura di Aosta ai media, io non sono indagata».

L'interrogazione non è stata discussa e secondo Rini il caso non doveva arrivare in Consiglio regionale «poiché relativa esclusivamente a un fatto della mia sfera privata. La cosa più grave, però, è data dal fatto che in questo modo si sia coinvolta una terza persona (il mio ex marito) che vede messa in discussione pubblicamente la sua professionalità, onestà e onorabilità che nulla hanno a che fare con il legittimo dibattito politico».

La questione è «palesemente pretestuosa», aggiunge Rini attaccando Alpe. «Sarebbe stato certamente più opportuno - dice - che i consiglieri Certan, Morelli e Chatrian avessero relazionato all'aula quando, ai tempi, furono ascoltati a loro volta in Procura in qualità di indagati per finanziamento illecito ai partiti».

«Credo che la Valle d'Aosta, mai come ora, abbia bisogno di serietà, impegno e coesione e non certo di bagarre e gossip montati ad arte su notizie che non sono notizie e per squallidi scopi politici», conclude Rini.

 

Marco Camilli

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