Corruzione e arresti, intervista al consigliere regionale Roberto Cognetta

 

«A Palazzo regionale? Sento parlare di vitalizi e non dei problemi dei valdostani»

Arresti e indagini stanno scuotendo la Valle d'Aosta. Cosa sta succedendo?

La questione Longarini ha scoperchiato il vaso di Pandora. La situazione era tappata e da quel momento in avanti gli equilibri si sono modificati ed è successo di tutto. E' chiaro che la giustizia ha i suoi tempi che non sono quelli dell'informazione e di internet, però quando arriva, arriva. Ci mette tempo, magari arriva in ritardo o in modo sbagliato, ma arriva.

Dal caso Longarini nuovi soggetti sono presenti nel Tribunale ad Aosta

Sì perché è cambiata la Procura. Non voglio dare colpe a nessuno e non posso giudicare perché il giudizio spetta a Dio, ma è evidente che da quando c'è stato questo cambio sono mutati anche gli atteggiamenti e sono emerse cose che prima rimanevano nascoste.

Il pm che sta seguendo le indagini è Ceccanti e lui c'era anche prima.

Sì, ma voglio anche dire che ci sono momenti e momenti. Si può lavorare per anni senza trovare la chiave di volta e poi scatta qualcosa. Può succedere in tutti i lavori e anche in Procura.

Che aria si respira nel palazzo regionale?

Della nuova maggioranza posso parlare poco perché non ho molti contatti. La vecchia maggioranza da un lato è un po' esterrefatta e vive nel timore che tutto ciò danneggi l'intera classe politica attuale e teme di non riuscire a staccarsi politicamente dalla situazione. Anche nella vecchia maggioranza, se così vogliamo chiamarla, ci sono state questioni un po' borderline (penso ai 25mila euro) che creano difficoltà. Io sono dell'avviso che più le cose si sanno e più è facile decidere.

Le inchieste e le condanne che impatto avranno sull'assetto politico?

Perron è stato condannato in primo grado e io fino al terzo grado di giudizio non mi pronuncio visto come sono andati i processi sulle spese dei gruppi consiliari. La legge Severino si applica subito e al posto di Perron in Consiglio regionale entrerà se non sbaglio Davide Perrin che è stato coinvolto in un'accusa di voto di scambio. Non so quindi alla fine quando ricambio ci sia.

Quando andremo alle elezioni, alla Valle d'Aosta mancheranno ricambi politici? Esistono persone che vogliono farsi avanti? Voi avete fatto un "A.A.A. cercasi candidati"...

No, non era un A.A.A. cercasi candidati, bensì un messaggio inviato da un portavoce per avvisare tutti che abbiamo iniziato a lavorare per le elezioni. Le regole del movimento sono chiare, non è che accettiamo tutti, e comunque abbiamo fatto la stessa cosa anche alle elezioni comunali. Se vogliamo un vero ricambio non devo essere io a cercare i miei amici da mettere in lista bensì sono le persone a doversi fare avanti, a mettersi a disposizione di tutti. Questa è l'idea. Persone di questo tipo forse potrebbero cambiare qualcosa. Chiaro, pagheremo lo scotto che non sono conosciuti e che non hanno pacchetti di voti...

Potreste anche pagare lo scotto dell'inesperienza, come accaduto per la Raggi a Roma

Secondo me la Raggi è esperta, ma si è trovata in una situazione per cui non c'erano molte cose da fare. Dipende dai punti di vista.

E gli altri partiti troveranno dei ricambi?
No, perchè tutti si muovono con lo stesso schema fatto di amicizie, pacchetti di voti, situazioni personali da difendere e il risultato è sempre lo stesso.

Cambiamo argomento. L'assessore Rini, la proposta di assunzione all'ex marito e le sue dichiarazioni al pm sono un fatto personale?
No, tant'è che abbiamo presentato una mozione di sfiducia firmata da 13 consiglieri. Non dimentichiamo che CVA è una società a capitale pubblico e qualunque assunzione fatta lì dovrebbe seguire determinati criteri. La questione va discussa. Da un punto di vista politico la Rini ha delle responsabilità così come le hanno tutti i politici di maggioranza, ex maggioranza, vecchia e nuova opposizione che sapevano e sono stati in silenzio. Il problema è che il silenzio è connivenza. Quando si legge in un'ordinanza del gip che con l'Uv tornata in maggioranza poteva rinascere un sodalizio criminoso, non ci sono altri discorsi da fare. Non puoi dire di non sapere niente se sei in un partito da 10, 15 o 20 anni.

Come cittadino tu sei indignato? Pensi che i valdostani reagiranno di fronte a tutto questo?

Quello che vedo per il futuro è un livello politico ancora più basso rispetto all'attuale. In Italia non è cambiato nulla, perché qui dovrebbe cambiare? Qui ci sono persone che non hanno e vorrebbero avere, che non appaiono e vorrebbero apparire ed ambiscono a far parte del gruppo dei "magici 35" per esaltare il proprio ego.

Una buona parte dei valdostani la crisi la vive quotidianamente sulla pelle. Se ne parla a Palazzo?

No. Io sento parlare di vitalizi, sento discorsi di invidia nei confronti dei consiglieri della passata legislatura perché prendevano più soldi. Di quello che serve ai valdostani non si discute praticamente mai, mi sembra di vivere in una bolla. Inoltre molti di coloro che siedono in consiglio non hanno mai avuto problemi economici e hanno sempre vissuto una vita tranquilla. Non avendo il problema di arrivare alla fine del mese, di dover programmare il futuro per pagare la rata del mutuo semestrale, le decisioni vengono prese oggi pensando alla reazione che si sarà domani.

La ricetta 5s di ridursi i compensi potrebbe essere una parziale soluzione nell'avvicinare il potere alla gente comune?

E' una prima soluzione, ma dovrebbero essercene altre. Faccio un esempio. Qualcuno che ha sempre lavorato nel pubblico impiego, come fa a capire cosa vuol dire gestire un'azienda? Con tutte le tutele che ha, e che sono giuste, come fa a capire cosa vuol dire essere un operaio che passa da una fabbrica all'altra o una persona senza qualifica che non sa come arrivare a fine mese o ancora cosa vuol dire essere un imprenditore? Come fa a capire chi ha dovuto conquistarsi una professionalità o magari più di una professionalità nel corso della vita?

Facciamo una previsione: la maggioranza andrà avanti, ci saranno elezioni anticipate o si arriverà al commissariamento?

Io, lo dico pubbliamente, non voglio più andare ad elezioni anticipate. Tra sei mesi la Procura dovrà procedere o con i rinvii a giudizio o con approfondimenti di indagine. Basta fare due conti: tra sei mesi saremo ad aprile e me e va bene così. Ma visto tutto quello che sta succedendo, tutti vorranno correre ad elezioni anticipate.

 

Marco Camilli

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