UV, otto esponenti firmano un documento sulla "questione morale"

Chiedono un confronto prima delle elezioni regionali dopo le inchieste sul Casinò. Manca la firma di Rollandin

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AOSTA. Dopo gli ultimi terremoti giudiziari che si sono abbattuti sulla politica valdostana, una parte dell'Union Valdôtaine decide di rispondere con una mozione sulla «questione morale» che il movimento, affermano gli otto firmatari, dovrà discutere «prima della formazione delle liste» per le elezioni regionali.

Il documento è sostenuto da otto esponenti politici del mouvement coinvolti nelle inchieste sui finanziamenti regionali al Casinò de la Vallée: gli assessori Aurelio Marguerettaz, Emily Rini e Renzo Testolin, il presidente del Consiglio Valle Joël Farcoz ed i consiglieri regionali Marilena Péaquin, Luca Bianchi, David Follien e Giuseppe Isabellon. Manca invece la firma del capogruppo dell'UV, Augusto Rollandin.

«Il mondo unionista - si legge - dovrà agire per sostenere la propria reputazione e la propria immagine analizzando e dibattendo a fondo il tema della legalità e della questione morale. Bisogna evitare di fare di tutta l'erba un fascio». Gli otto firmatari aggiungono che, «preso atto delle indagini e delle contestazioni anche di carattere penale, che peraltro non li coinvolgono, dichiarano di vivere almeno con imbarazzo questa situazione in cui l'Union Valdotaine per la pubblica opinione sembra essere associata alla cattiva gestione della cosa pubblica».

«Alla luce degli atti notificati e relativi a presunte responsabilità contabili e a fronte della corposa rassegna stampa ritengono di dover ribadire la correttezza e la legittimità del loro operato», si legge ancora nel documento. Gli otto esponenti affermano di aver «sempre agito per salvaguardare un importante complesso aziendale composto dal Grand Hôtel Billia, dal Casino de la Vallée e dal suo indotto; di aver sempre deliberato su proposte supportate e accompagnate da tutti i necessari pareri di legittimità e di regolarità finanziaria; di non aver mai agito per trarre un qualsiasi vantaggio personale e non aver mai messo in tasca un euro rispetto alle contestazioni formulate».

Serve un confronto interno all'UV, aggiungono, che tuttavia «non può effettuarsi nel pieno di una campagna elettorale, la quale dovrà svolgersi con convinzione anche se certe riflessioni e il momento impongono dei comportamenti adeguati, leali, trasparenti e prudenti. Questa presa di posizione deve servire ad evitare basse speculazioni elettorali e a sostenere senza ambiguità e da una posizione di forza i candidati della nostra coalizione», si legge ancora nel documento.

 

Marco Camilli

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