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Dove cantano tanti galli non fa mai giorno

  • Pubblicato: Martedì, 17 Aprile 2018 10:53
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Una poltrona per due. Non oggi non ora forse mai. Non di certo con questi attori. Tutti primi, tutti modesti. Tutti anelanti all'unica poltrona in gioco. Il nocciolo della questione è proprio questo; chi deve fare il premier?

Luigi Di Maio: il popolo mi ha scelto, perchè sono il più bello e non voglio Berlusconi.

Matteo Salvini: io perchè la coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni, perchè "ce l'ho duro", perchè sono il più bravo e volente o nolente mi devo tenere Berlusconi.

Di Maio continua: la poltrona tocca a me ma da solo come faccio? Il PD mi snobba, Salvini mi coccola, ma.... per farmi desistere. Berlusconi non si metterà mai da parte. Che guaio.

Salvini continua: La poltrona è la mia, la Lega ha sbancato, non voglio gli emigrati, voglio eliminare la legge Fornero, e poi sono per il dialogo. Io e Di Maio siamo sempre al telefono. Stiamo cercando in tutti i modi di trovare una soluzione, che , detto inter nos, mi comprometta il meno possibile. Ma la vedo dura a meno che non sacrifichi il (ex) Cavaliere. Che guaio.

La MelonI: il centrodestra è unito e così rimarrà. Che siano le ultime parole famose?

Silvio Berlusconi: Il centrodestra ha vinto le elezioni, Forza Italia è un elemento fondamentale per un eventuale Governo di spessore in grado di migliorare il paese e i rapporti con il resto del mondo. Il mio programma di sviluppo consta di punti strategici fondamentali per fare uscire la fascia debole del paese dall'impasse che la sritola. Forza Italia sono io. Salvini ed io siamo come Giano. Culo e Camicia. Bifronte. Salvini deve fare il premier.

Il PD paradossalmente fischietta e si colloca all'opposizione, se mai il governo si dovesse fare.

Se questo non si verifica quale lo scenario? Saranno di nuovo elezioni? Ed io pago come disse Totò.

Berlusconi di striscio non vuole star fuori dal giro; non fosse per me il centrodestra...

Salvini per quanto sia disposto al dialogo non molla la poltrona.

Lo stesso vale per Di Maio ed in più non vuole Berlusconi.

Il PD si è chiamato fuori. Ha capito il gioco. Al PD converrebbe entrarci, se si andasse al voto ne uscirebbe a pezzi.

Non si farà mai il governo? Senza Berlusconi non si fa?

Lo farà  il Presidente Sergio Mattarella, o continua Gentiloni?

Noi ce la caviamo con una pillola di saggezza popolare. Dove cantano tanti galli non fa mai giorno e intanto l'Italia, gli italiani vivono nel buio profondo dell'incertezza del presente e del futuro. Certo è che così non vedremo mai spuntare l'alba con il canto del gallo ...di una volta.


Luigi Palamara
direttore responsabile

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