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Rava - Emporio solidale

Saint-Vincent, per gli hotel Billia sempre più clienti esterni al Casinò

 

Nel 2015 aumentano i ricavi dei clienti non giocatori mentre scende la quota di camere destinata agli ospiti della casa da gioco

Billia-facciatax300AOSTA. Il Grand Hôtel ed il Parc Hôtel Billia guardano sempre più oltre il Casinò di Saint-Vincent. Benché il compito fondamentale delle due strutture ricettive sia quello di dare ospitalità ai giocatori dei tavoli verdi, è la clientela esterna a garantire sempre di più gli incassi.

I dati snocciolati dall'assessore Ego Perron in Consiglio Valle spiegano bene la situazione. «Nel 2015, rispetto all'anno precedente, è stato registrato un incremento dei ricavi terzi, cioè di clienti non Casinò, dell'11,4% mentre sui costi di ospitalità dei clienti della Casa da gioco la cifra è negativa, del -20% - ha riferito -. Riguardo all'occupazione delle camere, la percentuale di incremento delle camere individuali, non Casinò, è del 98%, mentre la contrazione della quota destinata all'ospitalità Casinò è pari al 28%». Numeri che, ha sottolineato Perron, «sono un segnale di autonomia degli hotel rispetto alla casa da gioco». I due alberghi possono inoltre contare su un aumento di oltre 6 punti percentuali del fatturato del settore congressuale, che nel 2015 ha raggiunto quota 1,4 milioni di euro, e sull'incremento delle presenze straniere del 17,4%.

Questo tipo di trend avrà delle conseguenze sulle strategia delle due strutture per il prossimo triennio. Perron: «Innanzitutto, si intende ottimizzare la vendita saturando tutti gli spazi disponibili non occupati dalla clientela da gioco attraverso la destagionalizzazione dei flussi del mercato italiano, il rafforzamento della produzione generata dai mercati internazionali e di prossimità, l'apertura di nuovi mercati internazionali, l'ottimizzazione delle attività on-line, l'incremento sul mercato del turismo congressuale». In aggiunta, ha fatto sapere Perron, «il piano dei conti sarà strutturato scorporando i costi a sostegno dei servizi rivolti alla clientela pagante da quelli dedicati alla clientela del Casinò, così come bisognerà contenere il costo del personale, che continua ad essere una voce importante (nel 2015, 7,5 milioni di euro) che grava sui volumi di incasso in modo pesante».

L'assessore al Bilancio ha anche confermato l'intenzione di lavorare in sinergia con il territorio. «Oggi rimarchiamo timidamente che sono state superate alcune difficoltà con gli operatori turistici locali e c'è un confronto costante con il Consorzio degli albergatori» ha detto.

Il capogruppo di Alpe Albert Chatrian, che in aula ha illustrato l'interpellanza sui conti degli hotel, ha parlato di «un bagno di sangue. Il modello Valle d'Aosta non può più permettersi di accollarsi 8-9 milioni di perdite certe sull'attività dei due hôtel. Ci chiediamo se abbia ancora senso che una società pubblica gestisca queste strutture: bisogna affrontare questo dossier nel merito, senza pregiudizi ideologici, perché la comunità valdostana non può più sostenere queste spese».

 

C.R.

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