Movimento 5 stelle, Ferrero contro Cognetta: non può accettare poltrone da Rollandin

 

Il capogruppo esce dall'aula del Consiglio Valle dopo l'elezione inaspettata del collega a vice presidente e accusa: c'era accordo preventivo

AOSTA. Problemi di salute? Sì, ma non solo. Dietro all'uscita dall'aula del consiglio regionale del capogruppo dei 5 stelle Stefano Ferrero dopo le votazioni del pomeriggio c'è qualcos'altro. E quel qualcosa potrebbe significare la spaccatura definitiva del Movimento 5 stelle in Valle d'Aosta.

«Non ne potevo più» dice Ferrero. Il riferimento è all'elezione inaspettata del compagno di movimento Roberto Cognetta a vice presidente del Consiglio. «Se aveva l'ambizione di diventare vice presidente se ne poteva parlare, lo avrei votato. Bastava saperlo».

Cognetta è l'unico rappresentante dell'opposizione nella presidenza, ma non avrebbe dovuto essere lui a ricoprire quel ruolo. Alpe in accordo con il M5s (o almeno con parte di esso) aveva proposto Alberto Bertin che però ha incassato solo 9 voti contro i 12 di Cognetta, non candidato. Considerato il nuovo assetto politico, è evidente che diversi esponenti della maggioranza hanno preferito votare il consigliere "grillino" rispetto al collega di Alpe. «Quando mai la maggioranza lo avrebbe votato se non ci fosse un accordo preventivo?» è la forte accusa rivolta da Ferrero.

Cognetta ha accettato l'incarico. «Se fosse capitato a me, mi sarei subito dimesso» dice ancora il capogruppo. «Il M5s non può prendere poltrone da Rollandin, anche se queste sono istituzionali. In un'operazione come questa di un rimpasto e allargamento di maggioranza, fatta proprio per assegnare poltrone e aumentare il potere, il M5s per sua natura non si doveva prestare a questo gioco».

 

Marco Camilli

 

 

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