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Maxi parcella pagata dal Casinò, Perron: "da ex amministratore nessun danno a società"

 

Compenso a studio legale potrebbe passare da 8.000 a quasi un milione di euro

AOSTA. Una parcella di uno studio legale di 8.000 euro costata al Casinò di Saint-Vincent oltre mezzo milione di euro e che potrebbe ulteriormente lievitare fino a 900.000: se ne è parlato oggi in Consiglio regionale con una interpellanza del M5s.

Illustrando l'iniziativa il consigliere Cognetta ha ripercorso quanto accaduto: «È emersa - ha detto - una pesante divergenza fra quanto pattuito per le spese legali della Saint-Vincent Resort&Casinò nel 2015 dall'allora Amministratore unico Frigerio e gli oneri effettivamente sostenuti: la proposta iniziale era di 8.000 euro, mentre la cifra sborsata è stata superiore ai 500 mila euro. Ci chiediamo quindi se sia intenzione chiedere i danni all'ex Amministratore unico oppure se nelle clausole del contratto esista una clausola di manleva da ogni azione futura rispetto al suo operato presso l'azienda di Saint-Vincent.»

La risposta è arrivata per voce dell'assessore al Bilancio Ego Perron: «L'avvocato in questione - ha spiegato - ha assistito la Casinò de la Vallée in una pluralità di contenziosi intentati dalle società del gruppo Léfèvre. Per questo la società ha richiesto una revisione delle parcelle, il cui importo è elevato data l'entità dei contenziosi. L'iniziale proposta di transazione di 8.000 euro è il frutto di valutazioni sviluppate sulla base di importi di avvisi di parcella già emessi dal legale su lavori effettuati e si riferisce soltanto a quanto richiesto dall'avvocato per due proforma che ammontavano complessivamente a 15.000 euro. Quindi - ha continuato Perron - gli 8.000 euro offerti sono a compensazione di transizione di 15.000. La Società, sulla base degli accordi contrattuali, ha poi contestato le richieste successive dell'avvocato, ma il Tribunale le ha dato torto. In considerazione dell'andamento di tutte queste cause - ha spiegato ancora l'assessore Perron -, che lasciava presagire un esito non favorevole alla Casinò de la Vallée, la stessa, rischiando di dover spendere una cifra di circa 900 mila euro, ha ritenuto vantaggioso procedere a transare il contenzioso per una spesa di 460 mila euro. Sono tuttora in corso tentativi di recupero delle spese legali legate alla società Léfèvre.»

Valutata la situazione l'assessore al Bilancio ha chiarito che «non risultano da parte dell'ex Amministratore unico comportamenti in danno alla società».

Nella replica il consigliere del M5s ha affermato che «fossi stato nei panni della proprietà, avrei fatto approfondimenti. Anche girarsi dall'altra parte è creare un danno, soprattutto in una situazione disastrosa come quella della Casa da gioco. In effetti, il buco dei ricavi dello scorso anno è dovuto tanto anche a questa cifra. Sono sbalordito, ci va un controllo adeguato da parte della proprietà» ha commentato infine.

 

E.G.

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