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La Salute su Aostaoggi.it: consumo di carne cruda e aumento dell'aggressività

  • Pubblicato: Giovedì, 16 Novembre 2017 11:03

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Il dott. Franco Brinato parla questa settimana dell'infezione da Toxoplasma gondii

AOSTA. Il consumo di carne cruda o poco cotta aumenta l'aggressività e l'impulsività nell'uomo: uno studio americano mostra una stretta relazione con l'infezione di un parassita, il Toxoplasma gondii.
Premessa
Secondo uno studio americano e confermato da studi successivi europei, la Toxoplasmosi, infezione provocata da un parassita, il Toxoplasma gondii, presente nella carne consumata cruda, fino adesso conosciuto responsabile di disturbi gravi in bambini nati da madri che hanno contratto la malattia nelle prime settimane di gravidanza, è stata associata a numerosi disturbi psichiatrici e comportamentali come aggressività, minore tolleranza allo stress, ansia depressione e altre malattie mentali nell'uomo.

Come è stato condotto lo studio?
358 soggetti hanno partecipato allo studio, tutti fisicamente e psicologicamente sani. Tutti sono stati reclutati per mezzo di pubblici servizi giornali e altri annunci mediatici. Tutti sono stati sistematicamente valutati, da specialisti neurologici e psichiatrici e psicologi, per quanto riguarda, aggressività, ansia e altri comportamenti impulsivi e aggressivi e sottoposti al dosaggio degli anticorpi IgG contro il Toxoplasma gondii per accertare l'eventuale infezione.

Quali sono stati i risultati?
I risultati di questo studio suggeriscono una stretta relazione tra infezione latente da Toxoplasma gondii e comportamenti aggressivi e impulsivi. Infatti, è stato confermato che agli anticorpi anti Toxoplasma. Gondii, era no presenti in tutti i soggetti che hanno manifestato alterazioni del comportamento con disordini mentali intermittenti (aggressività e impulsività), rispetto ai soggetti in cui non sono state rilevate tracce di anticorpi anti toxoplasma. Lo studio rivolto ad altri disturbi psichiatrici, come la depressione e la schizofrenia, tendenza al suicidio, ha dato risultati positivi ma non soddisfacenti per i ricercatori.

Qual è la spiegazione dei ricercatori?
Molti fattori avvallano questi risultati.
a) In primo luogo, l'infezione latente cronica localizzata nel cervello da Toxoplasma gondii provoca un'alterazione dei neurotrasmettitori cerebrali coinvolti nel controllo del comportamento;
b) In secondo luogo, l'infezione cronica di Toxoplasma gondii altera la struttura e la funzione dei circuiti cortico-limbici che sono noti centri nervosi che modulano il comportamento. In particolare l'infezione cronica da toxoplasma gondii, determina una riduzione di un neurotrasmettitore, denominato serotonina che ha un ruolo centrale nella modulazione del comportamento aggressivo nell'uomo;
c) In terzo luogo, come dimostrato sperimentalmente nei ratti, l'infezione da Toxoplasma gondii aumenta sia nei maschi sia nelle donne la produzione di testosterone.Infatti, gli alti livelli di quest'ormone sono associati notoriamente, negli animali, a una maggiore aggressività.

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Immagine di TAC encefalo con cisti di toxoplasma gondii

Cosa è il toxoplasma gondii?
Il toxoplasma gondii è un parassita responsabile di una malattia infettiva denominata toxoplasmosi. Questo parassita è normalmente presente nell'intestino degli animali a sangue caldo, uccelli, mammiferi (ovini, bovini ratti) e uomo compreso. Può trasmettersi da un animale all'altro attraverso l'alimentazione con carne infetta. La trasmissione all'uomo è possibile invece solo dai felini (oppure ingerendo carni che contengono le cisti del Toxoplasma o verdure contaminate). In genere si sente parlare di toxoplasmosi solo in gravidanza, in realtà si tratta di un'infezione molto frequente nella popolazione comune (ora in Italia siamo su una prevalenza del 50%). L'infezione è del tutto innocua in soggetti assolutamente sani e senza particolari problemi, si risolve spontaneamente e spesso è asintomatica e non provoca complicanze nei soggetti sani. Inoltre il soggetto che contrae la toxoplasmosi resta protetto per tutta la vita da eventuali recidive grazie alla produzione di anticorpi specifici.

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Quanto è diffusa la toxoplasmosi in Italia?
È un'infezione frequente, soprattutto nei paesi a basso stato socio-economico-sanitario. In Europa è più diffusa che negli Stati Uniti: se un americano ha il 10-15% di probabilità di aver contratto l'infezione, in Italia le percentuali sale attorno al 40-50%.

Come s'infetta l'uomo?
L'infezione nell'uomo può avvenire mediante diverse vie:
- Ingestione di carne contaminata poco cotta (specialmente suino e agnello) contenente cisti del parassita o ingestione accidentale dopo la manipolazione di carne contaminata senza lavarsi successivamente le mani;
- Ingestione di alimenti che sono stati contaminati con coltelli o utensili precedentemente utilizzati sulla carne cruda;
- Bevendo acqua contaminata con feci di gatto (con oocisti.);
- Ingestione accidentale attraverso il contatto con feci infette di gatto (poca igiene durante la pulitura della lettiera) o mangiando frutta o verdura che è stata contaminata con feci di gatto infette;
- Bevendo latte contenente il parassita (rischio minimo);
- Trasmissione congenita/verticale attraverso la via trans placentare tra madre e feto;
- Ricevendo sangue o organi contaminati durante una trasfusione o un trapianto.
Non è nota con certezza quale di queste vie sia quella più frequente; tuttavia molti studi indicano che il consumo di carne cruda o poco cotta è considerato la maggiore via di trasmissione per l'uomo.
Come si manifesta?
Nella maggior parte dei casi, la toxoplasmosi, non dà segni clinici, in pochi casi compaiono sintomi aspecifici, come febbricola, ingrossamento dei linfonodi ai lati del collo. I sintomi generalmente si risolvono senza trattamenti entro poche settimana.
Chi contrae l'infezione cosa rischia e quali sono le complicanze?
Nei pazienti con sistema immunitario compromesso (persone con infezione da HIV, pazienti affetti da cancro, individui che hanno subito un trapianto, ecc) sono molto più suscettibili all'infezione da Toxoplasma gondii e possono sviluppare sintomi più severi; i sintomi neurologici sono i segni più comuni, encefaliti, mal di testa, disorientamento, spossatezza, deficit motori, epatite con insufficienza epatica, convulsioni, che possono condurre al coma e morte nei casi più gravi. Frequenti Sono le infezioni a carico dell'occhio con cecità e a carico delle vie respiratorie. Il discorso cambia in caso di insorgenza della malattia in gravidanza: in questo caso l'infezione diventa pericolosa se contratta nel primo trimestre, non tanto per la gestante, quanto per il bambino, infatti, il parassita può attraversare la placenta e danneggiare gravemente il feto.
Negli ultimi anni, infine, è stata anche identificata una forte relazione tra infezione cronica latente e una maggior propensione a sviluppare alcune malattie psichiatriche, come i disturbi di comportamento caratterizzati da aggressività e minore tolleranza allo stress (i disturbi sono stati osservati soprattutto negli
automobilisti in preda a scoppi di ira sproporzionati alle situazioni.)
Come è diagnosticata la toxoplasmosi?
La diagnosi si formula attraverso una semplice analisi del sangue, mirata alla ricerca degli anticorpi specifici per toxoplasma (test IgG-IgM), chiamato Tox Test. Se le IgG sono positive e le IgM negative, significa che la persona ha già contratto l'infezione e quindi è protetta. Se le IgG sono negative c'è il rischio di contrarre l'infezione, quindi se si tratta di una donna incinta andranno prese delle specifiche precauzioni. Se le IgM sono positive, si potrebbe trattare di infezione in atto, e quindi, se si tratta di una donna incinta, c'è il rischio di trasmissione dell'infezione al feto. Bisogna, in questi casi, pensare a un eventuale trattamento, se la diagnosi sia confermata e sopratutto se l'infezione è stata contratta nel primo trimestre di gravidanza, per prevenire le complicanze nel nascituro. Se l'infezione è confermata, il nascituro, anche se apparentemente sano, dovrà essere seguito per almeno un anno da un centro specializzato, per escludere eventuali danni cerebrali e visivi.

In gravidanza come si fa a capire se avvenuta la trasmissione dell'infezione al feto?
Un'ecografia potrebbe (ma non è detto) rilevare un'infezione fetale attraverso la presenza di alcuni segni come calcificazioni cerebrali o un allargamento dei ventricoli cerebrali. In caso di forte sospetto di trasmissione, è consigliata l'amniocentesi, anche tardiva. Recentemente sono state introdotte metodiche di
biologia molecolare (PCR) che permettono di valutare la presenza del Toxoplasma nel liquido amniotico e quindi l'infezione del feto.

Quali sono le indicazioni terapeutiche attuali e quali pazienti trattare?
I pazienti con indicazioni alla terapia farmacologica sono:
- Donne incinte con toxoplasmosi in atto (sia accertata che sospetta);
- Soggetti immunocompromessi con sintomi clinici di toxoplasmosi;
- Soggetti con toxoplasmosi latente con localizzazione cerebrali di cisti di toxoplasma.
La terapia prevede l'utilizzo di antibiotici. Il trattamento risolve l'infezione ma non le complicanze ormai avvenute.

Come è possibile prevenire e ridurre il contagio?
Al momento non è possibile garantire una prevenzione assoluta della toxoplasmosi per mancanza di un vaccino. Alcuni comportamenti, soprattutto di ordine alimentare, possono ridurre notevolmente il rischio di contagio:
- Non consumare carne cruda, è necessario cuocere accuratamente le carni a una temperatura interna di 70°C per almeno 15-30 minuti (non consumando carni crude si evitano il 41% delle infezioni in gravidanza). Preferire carne bollita o alla griglia;
- Il congelamento e la salatura non distruggono con certezza le cisti del toxoplasma, ma riducono e rendono più fragile il parassita;
- Evitare di assaggiare i cibi crudi, lavarsi con cura le mani con acqua e sapone prima e dopo la manipolazione di alimenti non cotti e pulire bene gli utensili da cucina dopo che sono stati a contatto con la carne cruda (per prevenire un possibile contagio con altri alimenti);
- Quando si mangia fuori di casa scegliere solo alimenti cotti, evitando verdure e carni crude o poco cotte;
- Lavare con cura la verdura cruda (lattuga, pomodori, carote ecc.) con acqua a pressione o con bicarbonato per la disinfezione degli alimenti, poiché, crescendo in terra, può essere contaminata con escrementi di gatto, la principale fonte di infezione;
- Non consumare latte non pastorizzato (né utilizzarlo nella preparazione degli alimenti);
- Utilizzare sempre i guanti quando si fa giardinaggio e lavarsi sempre le mani anche dopo averli tolti evitando di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi. La terra è spesso contaminata da oocisti del toxoplasma perché animali infetti possono avervi defecato.
- Se si possiede un gatto, evitare il contatto con i suoi escrementi o con oggetti da essi contaminati e inoltre evitare il contatto con animali randagi e non alimentarlo con carne cruda;
- Nelle donne fertili è necessario eseguire il test per la toxoplasmosi prima e durante la gravidanza, evitare, se non si è immunizzati, il contatto con animali e seguire l'indicazione sopra menzionate.
Conclusioni
La toxoplasmosi è un'infezione frequente, spesso a decorso benigno, ma in alcune categorie di soggetti, donne e persone con deficit del sistema immunitario, può essere pericolosa. In caso di manifestazioni cliniche e diagnosi accertata di toxoplasmosi, è necessario eseguire la terapia antibiotica. Prima della gravidanza eseguire i test per la toxoplasmosi; la donna che contrae l'infezione durante la gravidanza deve essere inviata in centri specializzati. Le buone norme igieniche come il divieto di consumare carni crude, evitare il contatto con animali, sopratutto gatti, prevengono il 41% delle infezioni in gravidanza. In tutti i soggetti, sani e senza patologie psichiatriche che manifestano disturbi del comportamento (aggressività e impulsività), è buona norma clinica, escludere anche eventuali lesioni cerebrali da toxoplasmosi, attraverso esami di laboratorio e radiologici (Risonanza magnetica o TAC cerebrale).

 

dott. Franco Brinato

Specialista in medicina d'Emergenza Urgenza e dirigente medico della struttura complessa di Medicina d'emergenza e Pronto soccorso

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