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La salute su Aostaoggi.it: il colesterolo alto, killer delle arterie

  • Pubblicato: Giovedì, 22 Febbraio 2018 09:38

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A cura del dott. Franco Brinato

Il colesterolo alto o ipercolesterolemia rappresenta uno dei fattori di rischio per diverse malattie cardiovascolari, principalmente l'ictus e l'infarto del miocardio. E' modificabile e correggibile, cioè suscettibile di correzione mediante modifiche dello stile di vita o interventi farmacologici. Studi scientifici e dati epidemiologici confermano che un controllo corretto del colesterolo e degli altri fattori di rischio (ipertensione, diabete, fumo) riduce in maniera considerevole il rischio di aterosclerosi, una malattia degenerativa dei vasi sanguigni che predispone alle malattie cardiovascolari.

colesterolo1Cos'è il colesterolo?
Il colesterolo è un grasso (i grassi detti anche "lipidi") indispensabile per molte funzioni del nostro organismo (riserva di energia, sintesi di alcuni ormoni e vitamine, formazione delle membrane cellulari e dei vari tessuti). Nel nostro organismo il colesterolo è prodotto dal fegato ed una parte è introdotto con gli alimenti (carni, burro, salumi ,formaggi). Il colesterolo, come tutti i grassi, non si scioglie nel sangue ed è trasportato da speciali strutture (simili a microscopiche goccioline) dette "lipoproteine" che ne consentono la diluizione e il trasporto. Le lipoproteine più note sono le HDL, le LDL e le VLDL. Quest'ultime sono lipoproteine contenente sia trigliceridi, altri grassi presenti nel sangue, quasi tutti proveniente dall'alimentazione (in maggior misura) sia colesterolo (in minor misura). Le lipoproteine legati al colesterolo sono indicate con la sigla HDL-C,LDL-C.

Quali danni provoca il colesterolo alto?
In genere, per “colesterolo alto” s'intende una quantità eccessiva nel nostro organismo di colesterolo LDL, definito comunemente colesterolo cattivo perché ritenuto il maggior responsabile del danno alle arterie. Quando i livelli di LDL-C aumentano, il colesterolo in eccesso si deposita nelle cellule della parete dei vasi sanguigni formando placche note come placche aterosclerotiche su cui poi si depositano cellule infiammatorie con formazione di tessuto cicatriziale. La placca aderisce alla parete vasale e riduce l'elasticità e il lume ostacolando il flusso di sangue. L'ipertensione arteriosa,il diabete e il fumo, accelerano e favoriscono tale processo di degenerazione dei vasi, definita aterosclerosi. Tali condizioni aumentano notevolmente il rischio di patologie cardiovascolari, come l'infarto del cuore o l'ictus.

Perché si parla di colesterolo cattivo e buono?
Il colesterolo LDL e VLDL è chiamato comunemente colesterolo cattivo in quanto il suo aumento nel sangue è ritenuto il principale responsabile dei danni sulle arterie. Il colesterolo prodotto nel fegato si lega alle LDL e da qui trasportato in periferia alle cellule dove è utilizzato. Il colesterolo in eccesso torna al fegato legato alle lipoproteine HDL dove è smaltito e riutilizzato. Per tale funziona l'HDL è definito comunemente colesterolo buono. Il suo ruolo è ridurre il colesterolo nel sangue. Il blocco o il cattivo funzionamento di questo meccanismo aumenta il colesterolo LDL e predispone al rischio di malattie cardiovascolari.
Quali sono i valori normali di colesterolo?
I valori ideali di colesterolo sono soggetti a continue revisioni periodiche da parte delle società scientifiche sulla base di studi ed evidenze epidemiologici. I valori ora considerati normali per la prevenzione delle patologie cardiovascolari nei soggetti sani, dalle maggiori società scientifiche, sono i seguenti:

colesterolo

Negli individui che hanno avuto eventi ischemici cerebrali o cardiaci i valori di LDL considerati sicuri devono essere inferiori a 100mg/dl.

Che rischio corre l'individuo con il colesterolo alto?
Il riscontro di valori elevati di colesterolo deve essere messo in rapporto al rischio cardiovascolare, cioè alla probabilità di incorrere in un evento cardiaco ischemico o neurologico. Il valore numerico di colesterolo in non ha significato nella pratica clinica. Molto specifico e indicativo è invece il rapporto colesterolo totale/HDL e il rapporto LDL/HDL, denominato indice di rischio cardiovascolare. Più alto è il rapporto maggiore è il rischio e questo significa che si può essere a rischio di aterosclerosi e di malattie cardiovascolari anche con valori di LDL al di sotto di quelli ritenuti pericolosi se contemporaneamente si
hanno valori bassi di HDL e quindi valori elevati di dell'indice di rischio cardiovascolare. Al contrario il rischio è basso con valori di LDL e di HDL elevati.
Nella pratica clinica gli indici di rischio cardiovascolare presi in considerazione sono due: rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL (il rischio si manifesta con valori di 5 per l'uomo e 4,5 per la donna; i valori desiderabili sono, rispettivamente, inferiori a 4,5 negli uomini e a 4 nelle donne) e rapporto colesterolo LDL/colesterolo HDL (meno preciso del rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL, perché non prende in considerazione la quota di colesterolo contenuto nelle VLDL; tale rischio si manifesta per valori superiori a 3,5 negli uomini e a 3,0 nelle donne; i valori desiderabili sono, rispettivamente, inferiori a 3,0 negli uomini e a 2,5 nelle donne.
E' bene ricordare, comunque, che il livello di colesterolo LDL, così come quello degli altri indicatori qui considerati (VLDL, indice di rischio cardiovascolare) dovrà essere valutato e contestualizzato rispetto ad altri fattori di rischio significativi come il fumo, il sovrappeso, l'ipertensione e altre patologie esistenti. Avere il colesterolo alto non significa essere colpiti da infarto o ictus ma accresce la probabilità di averlo sopratutto se associato a fumo, ipertensione arteriosa e diabete mellito.

Come ci si accorge di avere il colesterolo alto?
L'ipercolesterolemia non dà sintomi. Per conoscere il valore del proprio colesterolo basta sottoporsi a un semplice esame del sangue. Tutti gli individui,dopo i 40 anni, soprattutto se hanno famigliarità, devono controllare il colesterolo. Il controllo deve riguardare non solo il colesterolo totale ma anche quelo
HDL-LDL-VLDL, necessario al medico per calcolare l'indice di rischio cardiovascolare.

Quali sono le cause dell'ipercolesterolemia?
L'ipercolesterolemia deriva principalmente da:
- Eccessiva sintesi da parte del fegato;
- Scarsa rimozione del colesterolo LDL per compromissione dei recettori che consentono il legame con le lipoproteine HDL che trasportono il colesterolo in eccesso dalla periferia al fegato dove è demolito o trasformato.
Le cause sono diverse:
- Cattiva alimentazione: il consumo eccessivo di grassi animali, causa un innalzamento del colesterolo ma incide solo per il 20%, l'80% è sintetizzato dal fegato;
- Vita sedentaria e obesità.
Esistono però anche altri fattori importanti che possono influire sui livelli di colesterolo, come:
- La componente genetica;
- Malattie pre-esistenti (diabete, ipotiroidismo, malattie renali e del fegato);
- Eccessivo consumo di cortisonici;
- Uso protratto degli anticoncezionali che aumentano i livelli di LDL e diminuiscono i livelli di HDL;
- Il fumo,abbassa i livelli di colesterolo HDL, rendendo quindi più alto il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Cosa si può fare per mantenere sotto controllo il colesterolo?
Un controllo adeguato del colesterolo nel sangue prevede un corretto stile di vita e in alcuni casi una terapia farmacologica. La dieta incide in maniera marginale sui livelli di colesterolo nel sangue (per l'80% il colesterolo è prodotto dal fegato e solo il 20% deriva dagli alimenti). Un'alimentazione adeguata consiste nel ridurre o evitare: carni (tipo manzo, maiale, agnello, salum); derivati del latte (tipo formaggi, latte intero burro, panna e gelati); prodotti da forno (quali merendine, cornetti, pasta all'uovo, pane, pizza); salse (tipo maionese, tuorlo d'uovo); consumo eccessivo di alcool.
La dieta deve essere associata sempre a una buona attività fisica. L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica che per ridurre in maniera significativa il colesterolo serve almeno 30 minuti di attività fisica ogni giorno.
Negli ultimi anni sono stati studiati diversi rimedi naturali per combattere l'ipercolesterolemia, i fitosteroli grassi contenuti negli oli vegetali, sono risultati più efficaci nel ridurre il colesterolo. La loro azione consiste nel ridurre l'assorbimento del colesterolo a livello intestinale e ne favorisce l'eliminazione fecale, per cui il fegato, in carenza di colesterolo proveniente dal'alimentazione, per svolgere a pieno le proprie funzioni consuma quello presente nel sangue e di conseguenza riduce il valore del colesterolo LDL. I fitosteroli sono contenuti principalmente nella frutta secca (noci, nocciole, mandorle ecc) e in legumi, cereali, frutta fresca e negli oli vegetali.
La terapia farmacologica va intrapresa quando, nonostante la dieta e l'attività fisica, i livelli di colesterolo restano elevati. Esistono diversi principi attivi che riducono i livelli di colesterolo. I più efficienti sono le statine che riducono in maniera significativa la sintesi di colesterolo nel fegato.

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale e dirigente medico di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso

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