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La fibrillazione atriale, l'aritmia cardiaca più frequente: cura e prevenzione delle complicanze

  • Pubblicato: Giovedì, 12 Aprile 2018 10:33

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La fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia cardiaca più frequente. Come tutte le aritmie cardiache è legata a un'alterazione delle vie di conduzione elettriche del muscolo cardiaco, in particolare una parte del cuore. Gli atri non battono più regolarmente bensì in modo caotico, irregolare e troppo rapido. Di solito non rappresenta un pericolo acuto, ma se non trattata può avere conseguenze gravi. Gli studi di prevalenza mostrano dati diversi a secondo le categorie di età, variando dallo 0,5% nei giovane adulto all'1,5% nei soggetti tra 40 e i 70 anni e raggiungendo il 10% nei soggetti con più di 70 anni. A ogni età, comunque, la prevalenza è pesantemente influenzata dalla presenza di una malattia sottostante, in particolare di malattia delle valvole cardiache. In molti altri casi si verifica in soggetti con cuore sano.

Che cosa è la fibrillazione atriale?
Prima di rispondere a questa domanda è necessario parlare brevemente del cuore e di come funziona. Il cuore è un organo cavo di natura muscolare, interiormente è suddiviso in quattro cavità (o camere) distinte, due superiori e due inferiori, chiamate, rispettivamente, atri e ventricoli. Queste strutture sono divise da due setti, chiamati setto interatriale e setto interventricolare, che dividono il cuore in due metà distinte. La loro funzione è di impedire qualsiasi tipo di comunicazione tra i due atri e tra i due ventricoli. Gli atri e ventricoli comunicano attraverso le valvole cardiache, tricuspide a destra e mitriale a sinistra, che permettono il passaggio del sangue in un'unica direzione e cioè dagli atri ai ventricoli. Nella parte destra del cuore confluisce, attraverso la vena cava superiore e inferiore, il sangue povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica proveniente dalla periferia. Il sangue giunto nel ventricolo destro attraverso l'arteria polmonare confluisce nei polmoni dove si arricchisce di ossigeno e ritorna nell'atrio sinistro attraverso le vene polmonari e successivamente nel ventricolo sinistro. Il sangue arterioso espulso dal ventricolo sinistro, attraverso l'aorta e le sue diramazioni, raggiunge i capillari dei tessuti periferici e porta ossigeno e sostanze nutritive. Quest'attività è resa possibile dalla contrazione e dal rilasciamento del muscolo cardiaco che si compie ciclicamente 70-80 volte al minuto a riposo.


La contrazione del muscolo cardiaco è resa possibile da un impulsi elettrici generati nell'atri e condotti ai ventricoli tramite un sofisticato sistema di fasci nervosi , le vie di conduzione elettriche del cuore. Questo sistema è costituito da un pacemaker autonomo capace di autogenerare l'impulso elettrico, denominato nodo seno-atriale (NSA, il segna passi del battito cardiaco), un relais, il nodo atrioventricolare (NAV), che rallenta la conduzione elettrica per far contrarre atri e ventricoli consequenzialmente, e il fascio di His, che diffonde il messaggio ai ventricoli. Il rallentamento nel nodo atrio-ventricolare è indispensabile per permettere la contrazione. Lo stimolo per la contrazione cardiaca ha origine quindi in un punto dell'atrio destro, denominato nodo seno-atriale. Da qui, gli stimoli elettrici si diffondono a tutte le regioni cardiache mediante un capillare sistema di conduzione. La propagazione dell'impulso procede attraverso tappe distinte: il nodo seno-atriale origina lo stimolo che eccita i muscoli atriali provocandone la contrazione; l'impulso elettrico raggiunge poi il nodo atrioventricolare e da qui si propaga fino a raggiungere il fascio di His, dal quale parte l'impulso di contrazione dei ventricoli.

La fibrillazione atriale è causata da una sorta di corto circuito del sistema elettrico all'interno del cuore. L'impulso elettrico, una volta prodotto, si propaga attraverso vie di conduzione anomale, ciò provoca una desincronizzazione totale dell'attività elettrica degli atri che si contraggono rapidamente e in maniera cotica non sincroni con la contrazione ventricolare.

Quali sono le cause della fibrillazione atriale?
Le cause più frequenti sono: l'insufficienza delle valvole cardiache, in particolar modo l'insufficienza della valvola mitralica; l'infarto del cuore; l'Ipertensione arteriosa; l'ipertiroidismo (disfunzione della tiroide che porta a un aumento degli ormoni tiroidei); l'insufficienza respiratoria cronica; l'ingestione acuta di alcool e l'uso di sostanze d'abuso, soprattutto la cocaina. Spesso la fibrillazione atriale si verifica anche senza motivo apparente in un cuore sano.

Come si capisce di avere la fibrillazione atriale?
Molti individui percepiscono un battito cardiaco rapido e irregolare che può durare ore o alcuni giorni. Speso si ha un senso di oppressione al torace, affaticamento, mancanza di respiro e difficoltà a fare sforzi anche lievi. In una porzione significativa di persone la fibrillazione atriale non causa alcun sintomo.
La fibrillazione atriale si presenta in tre forme diverse:
- Fibrillazione atriale parossistica: si verifica con una crisi improvvisa, dura non più di sette giorni e si arresta spontaneamente;
- Fibrillazione atriale persistente: dura più di sette giorni e non si ferma spontaneamente. Il trattamento può trasformarla in un ritmo cardiaco normale;
- Fibrillazione atriale permanente: rimane permanente nel tempo e non è possibile ripristinare il ritmo cardiaco fisiologico nonostante il trattamento.

Come è diagnosticata la fibrillazione atriale?
La fibrillazione atriale può essere sospettata dai sintomi lamentati dal soggetto. La diagnosi può essere conferma solo attraverso l'elettrocardiogramma (ECG) a riposo e, in caso di dubbi, dalla registrazione continua dell'attività elettrica cardiaca attraverso ECG Holter.

Perche la fibrillazione è pericolosa?
Generalmente la comparsa di FA non costituisce un pericolo imminente. Se non trattata in tempo, tuttavia, può avere conseguenze gravi. La complicanza acuta più frequente è lo scompenso cardiaco. Tale evenienza si verifica quando la FA si presenta con una frequenza cardiaca elevata (aumento eccessivo del battito cardiaco sia degli atri sia dei ventricoli) ed in questo caso è necessario intervenire immediatamente. A lungo termine, un'altra complicanza è determinata dalle embolie sistemiche e l'ictus cerebrale. La Fa aumenta il rischio d'ictus non emorragico di circa 5 volte a causa dalla formazione nelle cavità cardiache di coaguli di sangue che facilmente si staccano e che entrando in circolo possono occludere i vasi sanguigni. Per evitarlo tutti i soggetti con FA devono essere sottoposti a un trattamento preventivo con farmaci anticoagulanti.

Come si tratta la Fibrillazione atriale?
Come detto in precedenza, la FA va trattata per prevenire le complicanze. Il trattamento prevede trattamenti diversi: se si presenta con segni e sintomi di scompenso cardiaco, è necessaria una cardioversione elettrica immediata. Previa sedazione farmacologica, il soggetto è sottoposto a uno shock elettrico, tramite un defibrillatore. Il passaggio di corrente nel cuore ristabilisce la normale conduzione dell'impulso elettrico con ripristino del ritmo cardiaco regolare.

In caso di FA emodinamicamente stabili, cioè senza segni di scompenso cardiaco, bisogna considerare il tempo d'insorgenza dell'aritmia. Se la FA è insorta da meno di 48 ore (rischio basso per la formazione di trombi all'interno del cuore) può essere presa in considerazione la cardioversione con farmaci antiaritmici o
la cardioversione elettrica; nel caso in cui la FA è insorta da più di 48 ore o quando non è possibile stabile con esattezza la data o l'ora d'insorgenza, è necessario ricorre ai farmaci anticoagulanti (scoagulazione del sangue) per prevenire la formazione di coaguli. Attualmente esistono diversi tipi di farmaci anticoagulanti ed il loro utilizzo deve essere stabilito dallo specialista. Se necessario gli anticoagulanti possono essere associati a farmaci che controllano e abbassano la frequenza cardiaca. Dopo un mese, il soggetto può essere sottoposto a cardioversione elettrica, se i parametri di scoagulazione sono nella norma. Se i tentativi di cardioversione elettrica e farmacologica falliscono, si procede all'utilizzo cronico di farmaci per il controllo della frequenza cardiaca e degli anticoagulanti.
Un altro tipo di trattamento non farmacologico è l'ablazione, chirurgica o trans catetere. La procedura consiste nel posizionamento, attraverso una o più vene della gamba o del collo, di alcuni sondini (elettrocateteri) all'interno del cuore e nell'eliminazione o nell'isolamento elettrico della regione che origina l'aritmia mediante radiofrequenza. La tecnica è utilizzata spesso nei soggetti giovano con cuore sano.

Come prevenire la fibrillazione atriale?
Il fattore di rischio più importante della FA è l'età che naturalmente non può essere modificato tuttavia uno stile di vita sano può contribuire a ridurre il rischio. Questo comprende di ridurre e/o sospendere l'abitudine al fumo, di evitare l'eccesso di alcool e l'uso di sostanze d'abuso come la cocaina; mantenere un giusto peso corporeo e il controllo della pressione arteriosa attraverso un'attività fisica regolare.

In conclusione
La fibrillazione atriale è un'aritmia benigna, frequente nei soggetti anziani. Spesso la FA in molti individui è percepita con un battito cardiaco rapido e irregolare, associato a difficoltà a eseguire sforzi fisici come fare le scale, camminare e difficoltà a respirare. In questi casi è necessario rivolgersi al medico immediatamente,
possibilmente entro le 48 ore dall'insorgenza dei sintomi e sottoporsi a un elettrocardiogramma. Una diagnosi precoce e un trattamento efficace riduce drasticamente il rischio di complicanze come l'ictus.

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale e dirigente medico di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso

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