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La salute su Aostaoggi.it: il Morbillo

 

Rubrica a cura del dott. Franco Brinato

AOSTA. In quest'appuntamento settimanale con il dott. Franco Brinato parliamo di malattie infettive e dell'importanza della vaccinazione focalizzando l'attenzione sul Morbillo, una malattia infettiva dell'età pediatrica apparentemente banale ma gravata da complicanze spesso mortali.

Nell'ultimo anno, stando ai dati pubblicati dal ministero della salute, si è registrato un preoccupante aumento di casi, quasi del 230%, soprattutto tra le persone fra i quindici e quarti anni, con maggior concentrazione nell'Italia centrale (Lazio Toscana) ma anche in Piemonte e in Lombardia. Si tratta di giovani che in età pediatrica non sono stati vaccinati e si ritrovano adesso esposti al contagio. Un fenomeno in crescita per tutte le malattie infettive legato al numero crescente di soggetti non vaccinati; la causa, una psicosi ingiustificata nei confronti dei vaccini, alimentata da una cattiva informazione antiscientifica e da campagne antivaccinali portate avanti a gran voce da molte associazioni, nate negli ultimi anni.

Che cosa è il morbillo?
Il morbillo è una malattia infettiva, molto contagiosa, provocato da un virus del genere morbillivirus appartenente alla famiglia dei Paramixoviridae. Può essere considerato una malattia respiratoria principalmente con manifestazioni cutanee, per questo è annoverata tra le cosiddette malattie esantematiche.

Chi colpisce?
Colpisce prevalentemente i bambini, ma anche tutti i soggetti adulti non vaccinati.

Come si trasmette?
Il virus del morbillo penetra nell'organismo attraverso le secrezioni di naso, bocca e gola provenienti da soggetti ammalati, si localizza nelle vie respiratorie e poi si diffonde nel sangue. Il contagio indiretto è molto raro. La contagiosità inizia 2-3 giorni prima dell'eruzione cutanea e si protrae per circa 5 giorni dal suo inizio.

morbillox300Quali sono i sintomi e come si riconosce?
Il periodo d'incubazione (periodo prima che si manifesta la malattia, ma il virus è presente nell'organismo) va da otto a quattordici giorni. La sintomatologia clinica è caratterizzata da febbre (con temperatura che aumenta gradualmente fino ai 39-40°C), abbondanti secrezioni nasali, mal di gola, rossore agli occhi e tosse, a volte diarrea. Prima dell'insorgenza delle manifestazioni cutanee (macchie rosse piane) possono comparire delle macchioline bianche all'interno delle guance in corrispondenza del primo secondo molare (macchie di Koplik). L'eruzione cutanea inizia dalle regioni dietro le orecchie e si diffonde in 2-3 giorni alla faccia, al collo, al tronco, alle braccia e alle gambe. Entro ventiquattro ore le macchie di Kopling scompaiono. Nel giro di 1-2 giorni dalla diffusione dell'eruzione cutanea a tutto il corpo, le lesioni prime separate, iniziano a confluire, formando delle aeree rossastre di ampie dimensioni. (foto 1a-1b-1c).Nei casi non complicati, verso la quarta giornata dal suo inizio, le lesioni della pelle cominciano a schiarirsi seguendo l'ordine d'insorgenza. (Testa - tronco). Alla scomparsa del rossore cutaneo residua una desquamazione della pelle che di norma risparmia il palmo delle mani e le piante dei piedi. Spesso il morbillo si confonde con altre malattie esantematiche: la distruzione delle manifestazioni cutanee e la presenza delle caratteristiche macchie bianche all'interno delle guance, sono segni caratteristici che possono aiutare a identificare la malattia.

Esiste una cura?
Non esiste una terapia specifica per il morbillo, si trattano solo i sintomi. Si utilizzano farmaci per abbassare la febbre, come il paracetamolo, sedativi per la tosse e colliri per ridurre il fastidio agli occhi. Si ricorre agli antibiotici soltanto nel caso in cui insorgano altre complicanze di tipo infettivo. Se la malattia si associa a diarrea, è importante mantenere un buon livello d'idratazione, aumentando l'apporto di acqua.

Quale sono le complicanze?
La maggior parte dei bambini guarisce senza problemi dal morbillo, ma alcuni vanno incontro a complicanze o a morte. Circa il 30% dei casi di morbillo può sviluppare una o più complicanze, con una maggiore frequenza nei bambini con meno di 5 anni o nei soggetti con più di 20 anni. In tutto il mondo muoiono ogni anno, a causa del morbillo, 1-1.5 milioni di bambini, prevalentemente in seguito a complicanze respiratorie. Prima dell'introduzione della vaccinazione, negli Stati Uniti, l'encefalite era la principale complicanza. L'encefalite è un'infezione del tessuto cerebrale che si può verificare nello 0,1% dei casi, si manifesta approssimativamente in un bambino per ogni 1000-2000 casi di morbillo. Di solito compare dopo alcuni giorni dall'inizio dell'eruzione cutanea, accompagnata da febbre alta, mal di testa, vomito, rigidità nucale, convulsioni fino al coma. La metà di questi bambini vanno incontro alla morte e almeno metà di chi sopravvive sviluppa importanti danni neurologici. La letalità del morbillo nei paesi industrializzati è modesta, ma può essere più elevata nei primi anni di vita e le cause di morte più frequenti sono le complicanze respiratorie (polmonite) e l'encefalite. In alcuni bambini con morbillo si sviluppa una complicanza molto rara ovvero la Panencefalite Subacuta Sclerosante (PESS), una malattia degenerativa del sistema nervoso dovuta alla persistenza del virus al suo interno che può comparire anche diversi anni dopo l'infezione. Fortunatamente si tratta di una complicanza rara, che si verifica in circa un caso su 100.000. La PESS causa deterioramento intellettivo, convulsioni e anomalie motorie fino alla morte nell'arco di 1-3 anni.

Qual è la causa dei numerosi casi di Morbillo registrati nel 2017?
Non c'è dubbio che nei primi mesi di quest'anno, rispetto al 2016, i casi di morbillo sono aumentati, 844 casi nel 2016, 700 casi già nei primi mesi del 2017, con prevalenza in Toscana, Lazio, Piemonte e Lombardia. La novità, rispetto agli anni passati, è che la malattia ha colpito gli adulti tra i venti e i quaranta anni. Secondo i dati statistici l'età media dei pazienti colpiti è di venticinque anni. La causa è la presenza di un gran numero di giovani recettivi al contagio perché non vaccinati e il numero sempre maggiore di genitori che non vogliono vaccinare i propri bambini.

Esiste un modo per prevenire e rallentare la diffusione della malattia?
Il morbillo è una malattia infettiva facilmente trasmissibile con un tasso di contagiosità molto elevato. Basta uno starnuto in faccia ed è facile ammalarsi. La prevenzione per il morbillo, oltre alle comuni norme igieniche come lavarsi le mani, non stare in contatto diretto con le persone malate, è vaccinarsi. Il vaccino contro il morbillo è un trivalente (MPR) ed è somministrato insieme al vaccino anti- parotite e anti-rosolia. Non fa parte delle vaccinazioni obbligatorie ma è strettamente consigliato per i neonati. E' altresì consigliato a tutti i soggetti non vaccinati, malati cronici, donne prima della gravidanza (soprattutto per la copertura che offre contro la rosolia, pericolosa durante i nove mesi di gestazione) e adulti. Il calendario vaccinale prevede due dosi di vaccino MPR: la prima tra i 12 e i 15 mesi di età e la seconda a 5-6 anni di età.

Ci sono controindicazioni al vaccino?
Il vaccino è composto di virus attenuati, cioè virus modificati incapaci di provocare la malattia ma capaci di indurre la produzione di anticorpi specifici nell'organismo e quindi una risposta immunitaria difensiva. E' un vaccino molto tollerato. Gli effetti collaterali comuni sono febbre, reazioni locali, quale arrossamento nel punto di somministrazione, senso di stanchezza e irritabilità. Gli effetti collaterali gravi sono minimi, uno su un milione di soggetti vaccinati, a fronte delle gravi complicanze causate dalla malattia.

Chi può vaccinarsi?
Naturalmente tutti i bambini da dodici mesi d'età e tutti i soggetti adulti non vaccinati. La vaccinazione dei soggetti adulti non solo evita di contrarre la malattia, ma evita di contagiare i figli più piccoli. Inoltre possono vaccinarsi i malati cronici e le donne prima della gravidanza (soprattutto per la copertura che offre contro la rosolia, pericolosa durante i nove mesi di gestazione).

Chi non deve fare il vaccino?
Il vaccino non deve essere somministrato in soggetti con: deficit del sistema immunitario dovute a malattie o a terapie con immunosoppressori (cortisone ad alto dosaggio per periodi lunghi, terapia radiante); tumori del sangue (leucemie, linfomi); gravissime allergie all'uovo con pregresso shock anafilattico; gravidanza (il vaccino antimorbillo combinato con quello anti-rosolia e anti-parotite non deve essere somministrato a donne in gravidanza o che decidono di concepire nei tre mesi successivi alla somministrazione del vaccino).

Cosa si può fare se un bambino non vaccinato viene a contatto con un soggetto affetto da morbillo?
In caso di contatto di bambini non vaccinati con soggetti malati o in caso di epidemia, è consigliabile somministrare una dose di vaccino e terminare la vaccinazione come da calendario non tenendo conto della prima somministrazione. Identico comportamento si può adottare per i soggetti adulti non vaccinati. L'immunizzazione precoce di soggetti non immuni previene la malattia e riduce la diffusione del virus.

Dopo quando tempo il vaccino funziona?
Il vaccino è efficace già dopo sette giorni dalla somministrazione. Per questa sua capacità d'azione molto rapida è in grado di prevenire il contagio anche dopo l'esposizione se somministrato, entro 2-3 giorni dal contatto con un malato di morbillo. La somministrazione di una sola dose non garantisce una protezione permanente per cui è necessario fare il richiamo con una seconda dose.

A chi rivolgersi per avere altre informazioni per la vaccinazione?
Tutti i cittadini possono rivolgersi al servizio di Igiene pubblica delle aziende sanitarie di appartenenza che nella nostra regione si trova ad Aosta, in via Saint-Martin-de-Corléans al n° civico 250 (Ex Maternità - primo piano.) La vaccinazione è a carico del sistema sanitario nazionale.

Qual è il messaggio da diffondere?
Il morbillo è una malattia virale che molte persone sottovalutano, contagiosa è gravata da un alto tasso di mortalità. Le associazioni antivaccinali, la disinformazione, la riduzione dei livelli di guardia, la convinzione che è una malattia banale a solo appannaggio dei bambini, hanno determinato, negli ultimi anni, una riduzione notevole delle coperture vaccinali con conseguente disastrose per la sanità pubblica. Promuovere campagne di sensibilizzazioni alla vaccinazione che tocchino genitori, persone non vaccinate di tutte le età comprese le istituzioni, è l'unico modo per prevenire la malattia. Il vaccino non è pericoloso e ben tollerato è sicuro e costituisce l'unica arma per prevenire la malattia. La vaccinazione di massa contribuisce alla cosiddetta ‘immunità di gregge', in altre parole maggiore è il numero di vaccinati, minor circolazione del virus, minor rischio di malattia. Il raggiungimento e il mantenimento di elevati livelli d'immunizzazione e la rapida identificazione dei casi di morbillo e l'immunizzazione più precoce possibili dei contatti di soggetti non immuni, sono la via maestra per ridurre e debellare la malattia. Questa strategia, adottata negli anni passati, ha debellato diverse malattie infettive come ad esempio il vaiolo negli anni 70. Vaccinarsi non deve essere quindi solo un obbligo ma un impegno civile verso se stessi e la comunità.

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale e dirigente medico di Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso

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