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Farmaci: Aifa, nel 2015 sfondamento spesa Servizio sanitario nazionale di 1,8 mld

 

La Valle d'Aosta tra le (poche) regioni virtuose

farmaciAOSTA. Lo sforamento complessivo della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale registrato nel 2015, tra gennaio e novembre, ammonta a 1,8 miliardi di euro. A svelarlo è l'ultimo monitoraggio dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco.

Sul dato nevativo ha inciso principalmente la spesa farmaceutica ospedaliera che ha superato il proprio budget di circa 1,6 miliardi, mentre quella territoriale (convenzionata più distribuzione diretta) ha segnato un superamento di 288 milioni. La spesa ospedaliera inoltre ha inciso sul Fondo sanitario per oltre il 5 per cento quando al massimo dovrebbe essere pari al 3,5 per cento.

Guardando alle regioni, e tenendo conto delle spese territoriale e ospedaliera insieme, soltanto Valle d'Aosta, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano non hanno oltrepassato il tetto del 14,85 per cento. In regioni come Sardegna, Campania e Puglia invece lo sforamento ha raggiunto, rispettivamente, 21, 19 e 18 punti percentuali.

L'Aifa rileva inoltre che la spesa territoriale ha inciso sul Fabbisogno sanitario nazionale per l'11,64%, a fronte di un tetto dell'11,35%, mentre quella convenzionata si è fermata a 7,7 miliardi di euro, segnando un calo dell'1,3% rispetto al 2014.

I consumi nella spesa convenzionata, espressi in numero di ricette, mostrano una riduzione del 2,2% rispetto al 2014, mentre l'incidenza del ticket cresce dell'1,3%. La riduzione del numero di ricette, rileva l'Aifa, è determinata dagli interventi normativi del 2014 che consentono la pluriprescrizione per ricetta in caso di terapie croniche.

Nella spesa territoriale infine continua a crescere la spesa per distribuzione diretta tramite farmacie convenzionate (+43,9% sul 2014), arrivata a sfiorare i 4,3 miliardi di euro. Cifre che, spiega l'Aifa, si devono "all'introduzione dei nuovi farmaci per la cura dell'epatite C. Il dato potrebbe inoltre essere parziale a causa dell'incompleta trasmissione dei dati delle Regioni all'Nsis (il sistema informativo del ministero della Salute)".

 

Clara Rossi

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