Utilizziamo cookies per migliorare la vostra esperienza sul nostro sito. Continuando a visitare questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

Bertschy: lavoriamo per ripristinare agopuntura per pazienti oncologici

 

Il servizio soppresso per mancanza di anestesisti. Guichardaz (Pd-Svda): "risposte in tempi brevi"

AOSTA. La giunta regionale sta lavorando per ripristinare il servizio di agopuntura per i malati oncologici. «E' un nostro obiettivo e l'espletamento, il mese prossimo, di un concorso dovrebbe già migliorare la situazione», ha spiegato l'assessore alla sanità, Luigi Bertschy, in Consiglio regionale.

La questione è stata tema di discussione grazie ad una interpellanza del gruppo PD-Svda illustrata da Jean-Pierre Guichardaz. «Ci è stata riferita - ha detto - la soppressione dell'agopuntura utile per utile a lenire gli effetti secondari della chemio e della radioterapia a causa della necessità di reperire anestesisti per coprire i turni nel periodo estivo e per assicurare il piano ferie dei colleghi. Mi interessa sapere se la Giunta regionale stia valutando di riattivare il servizio e di riorganizzare il sistema per redistribuire la risorse umane».

Nella risposta l'assessore Bertschy ha confermato le difficoltà legate alla mancanza di personale e in particolare alla «gravissima carenza di anestesisti. I 33 oggi disponibili sono impegnati in moltissime attività. A partire dall'anno scorso c'è stata una forte riduzione dell'organico e da gennaio c'è stata una riduzione significativa delle prestazioni degli anestesisti e ad oggi non riusciamo a mantenere il servizio».

Oltre al concorso previsto a luglio «nel corso dell'estate vogliamo valutare un assetto definitivo dell'organico degli anestesisti, così come un'organizzazione generale più efficiente», ha spiegato ancora l'assessore.

Il consigliere Guichardaz ha esortato l'amministrazione a dare «una risposta nel più breve tempo possibile. Stiamo parlando di persone prostrate dalle cure, che si trovano magari costrette a rivolgersi al privato per questo servizio. La riorganizzazione è indispensabile: 33 anestesisti è un numero da grandi ospedali; un anestesista rianimatore costa il triplo di un infermiere specializzato nel soccorso, quindi la sua professionalità va utilizzata in modo efficace».

 

E.G.

Pubblicità
Pubblicità