Ghiacciaio Timorion

Ancora un anno in perdita per i ghiacciai valdostani

Pubblicati dall'Arpa Valle d'Aosta i dati (negativi) sullo stato di salute del Timorion e del Rutor


Anche la stagione invernale 2025/2026 è stata negativa per i ghiacciai valdostani a causa degli "apporti nevosi inferiori rispetto all'anno precedente" che hanno prodotto "accumuli più contenuti" di massa glaciale. Il bilancio dello scorso inverno, per quanto riguarda la salute dei ghiacciai, è quindi contraddistinto da "una marcata perdita di volume". Lo segnala l'Arpa Valle d'Aosta nella periodica pubblicazione che analizza la situazione dei ghiacciai e in particolare di due masse: il Timorion, in Valsavarenche, e il Rutor, a La Thuile.

Il ghiacciaio Timorion

Per il Timorion i rilievi effettuati al termine dell'inverno, il 17 maggio, "evidenziano una marcata flessione dell'accumulo nevoso" con dati "sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo". Al termine dell'anno idrologico 25/26 il ghiacciaio ha perso massa per 2.830 mm equivalenti in acqua.

A supporto dei rilievi da remoto, si legge nel rapporto, le misurazioni manuali a terra hanno registrato spessori compresi tra 230 e 400 cm nelle aree sommitali soggette anche agli accumuli portati dal vento (circa 3.400 m) e tra 130 e 230 cm nei settori inferiori (attorno ai 3.250 m). Alle misurazioni manuali si aggiungono i rilievi da remoto, tramite scansione laser: una tecnologia che consente di ricostruire un modello digitale della superficie del ghiacciaio e compiere accurati confronti sull'evoluzione del Timorion.

"L'elaborazione dei modelli digitali ha evidenziato variazioni differenziate lungo i settori terminali del ghiacciaio: sulla fronte destra (compresa tra 3.170 e 3.250 m s.l.m.) è stato registrato un abbassamento medio di 4,90 m, mentre sulla fronte sinistra (tra 3.200 e 3.250 m s.l.m.) la riduzione media di spessore si è attestata a 4,30 m".

Il ghiacciaio Rutor

Le misurazioni effettuate nella seconda metà di maggio sullo spessore della neve hanno evidenziato, nel caso del Rutor, "valori leggermente superiori alla media della serie ormai più che ventennale, ma inferiori a quelli degli ultimi inverni passati", spiega l'Arpa.

Malgrado questo il ghiacciaio si è rimpicciolito. "Sul fronte destro (quota media: 2.635 m s.l.m.) l’abbassamento medio del settore è stato di - 5,9 m con un arretramento indicativo di circa 30 m; sul plateau e fronte centrale (quota media: 2.725 m s.l.m.) l’abbassamento diffuso è stato di - 5,2 m con un arretramento di circa 25 m". Sul fronte sinistro infine (quota media: 2.720 m s.l.m.) risulta un abbassamento di - 4,7 metri, ma "a causa dell’assetto morfologico frastagliato del fronte e del substrato roccioso la stima dell’arretramento risulta di difficile definizione".