Aosta, riaperture sì ma non per tutti: tante serrande rimangono abbassate

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Per agevolare il commercio il Comune autorizza l'ampliamento e la realizzazione di dehors e blocca la tassa di occupazione del suolo pubblico

 

bar

AOSTA. Riaperture sì, ma non per tutti. Nel centro di Aosta, come nel resto della Regione, diverse attività commerciali hanno ricominciato a lavorare da oggi mentre molte altre ancora no. È il caso dei bar: in via Aubert per esempio alcuni dehor da questa mattina accolgono i primi clienti, ma camminando da piazza della Repubblica in direzione piazza Chanoux il numero di serrande abbassate aumenta. Non tutti hanno potuto o voluto ripartire.

Per incentivare il commercio e tutto il comparto turistico ad esso legato, il Comune capoluogo ha aderito all'idea del dehors diffuso. Visto che, per ragioni di contenimento del contagio, l'interno dei locali deve essere adeguato alle norme sul distanziamento sociale riducendo il numero di tavoli, l'amministrazione dà la possibilità di ampliare gli spazi esterni con nuove occupazioni di suolo pubblico e privato, con strutture temporanee, così da recuperare i posti persi all'interno.

Aosta

Il Comune potrà anche concedere agli esercizi pubblici l'occupazione gratuita di piazze e slarghi per posizionare tavolini, sedie e ombrelloni nell'area del centro storico, nella zona verde di viale Conte Crotti, nell'area rialzata di viale della Pace ed anche nella piazzetta della chiesa di Excenex. 

L'ampliamento e la realizzazione del dehors deve essere comunicata in anticipo via PEC agli uffici comunali. I nuovi dehors potranno essere installati dal giorno successivo a quello della presentazione della comunicazione se coinvolge una via pedonale o non prima di 10 giorni dall'invio della comunicazione nel caso di occupazione su strada non pedonale.

Il Comune ha poi deciso di cancellare i canoni dovuti per l'occupazione del suolo pubblico a marzo, aprile e maggio 2020 per tutte le attività costrette alla chiusura (nel mentre si sta valutando la sospensione fino al 31 dicembre per tutte le attività commerciali) e di rimborsare le somme eventualmente già pagate per i tre mesi di stop dell'attività. Inoltre per le comunicazioni trasmesse prima del 31 luglio 2020 non saranno dovuti i diritti di istruttoria.
Aosta


Marco Camilli

 

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