Elezioni Aosta, esclusione confermata delle liste M5s e Stella Alpina

Il Tar ha respinto i ricorsi dei due movimenti politici per le elezioni di settembre

 

Municipio di AostaAOSTA. Dopo la lista di Adu, il Tar ha confermato l'esclusione dalle elezioni comunali di Aosta anche delle liste Movimento 5 stelle e Area Popolare - Stella Alpina. I ricorsi presentati dai due movimenti politici contro la decisione della Commissione Elettorale Circondariale sono stati respinti oggi.

Nel caso del Movimento 5 stelle, la Commissione aveva contestato il mancato raggiungimento del numero minime di firme richieste. Alcune delle sottoscrizioni infatti erano state inserite in un modulo ritenuto non regolare perché "del tutto privo degli elementi obbligatori ai sensi dell’art. 34, comma 4, della LR 4/1995, vale a dire del contrassegno della lista, del numero e dei nominativi di ciascun candidato della lista per la quale la sottoscrizione è apposta". I giudici amministrativi hanno quindi condiviso la conclusione secondo cui "non è possibile accertare la concreta e attuale consapevolezza del cittadino firmatario correlata alla necessaria presenza del contrassegno".

Una simile contestazione è stata mossa alla lista di Stella Alpina. Il modulo di raccolta firme non riportava il simbolo della lista, come imposto dalla normativa, bensì "solo una descrizione testuale dello stesso" e dunque non può essere ritenuto valido. "Nel caso di specie - dicono i giudici - l'assenza del contrassegno di lista sui moduli indicati, seppur surrogata dalla presenza di elementi testuali descrittivi (presenti, nel caso di specie, nel primo foglio del modulo di sottoscrizione) e di richiamo (presenti nelle pagine successive alla prima mediante la presenza del nome del rappresentante del movimento), non consente di considerare raggiunto lo scopo voluto dalla normativa vigente. La centralità dell’elemento grafico ed il potenziale comunicativo degli elementi iconici, seppure previsti da una normativa datata, non possono ritenersi suppliti dall’elemento testuale e ciò è maggiormente vero nell’odierna 'società dell'immagine'".

 

 

Marco Camilli

 

 

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