Dagli scavi della Cattedrale altri piccoli tesori della Aosta di un tempo

Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce anche un antico cimitero ed un misterioso edificio medievale

 

scavi archeologici

AOSTA. Alcune antiche sepolture e un misterioso edificio sono emersi durante gli scavi archeologici in corso in piazza San Giovanni XXIII, vicino alla Cattedrale di Aosta. 

Le scoperte non dovrebbero sorprendere visto l'area dellla città particolarmente importante almeno sin dall'epoca romana - come dimostra il Criptoportico situato a pochi metri di distanza. Il timore era che però i resti fossero stati compromessi col passare dei secoli, invece i reperti ritrovati hanno confermato ancora una volta che il sottosuolo del capoluogo cela altre importanti testimonianze del passato ben conservate.

Gli scavi di luglio hanno portato alla luce vari elementi tra cui una fossa utilizzata per la fusione delle campane probabilmente risalente ai cantieri attivi tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo e tracce di un antico vigneto. Sotto di questo sono stati riportati alla luce diversi resti umani: persone che probabilmente erano state inumate nel cimitero della Cattedrale utilizzato tra il XIV ed il XV secolo.

scavi archeologici

L'ultimo sondaggio a Ovest, nella stradina che collega la piazza a via Croce di Città, ha portato alla luce un edificio nascosto appena 30 centimetri sotto l'attuale piano di calpestio. Dalla terra è emerso un possente muro poligonale che si allunga verso Ovest lasciando immaginare la presenza di un edificio di notevoli dimensioni sul quale si stanno formulando diverse ipotesi. Una di queste è l'esistenza di una dimenticata "gemella" della Cattedrale risalente all'Alto Medio Evo. Sotto di essa potrebbero essere nascosti altri tesori dell'antica Aosta.

Dallo stesso scavo sono emerse anche alcune arcate della galleria a doppia navata del criptoportico ancora superstiti anche se in forte stato di degrado.

Da un precedente sondaggio archeologico sono state ritrovate ulteriori testimonianze importanti del passato. Nonostante i danni provocati dall'abbattimento e rimozione della Maison Chappuis distrutta da un incendio nel '56, le indagini hanno evidenziato una piattaforma in muratura di età romana che potrebbe corrispondere alla base di un monumento onorario situato nel Foro di età imperiale. Nella zona è stato ritrovato anche un orecchio bronzeo che forse apparteneva ad una statua dell'imperatore Ottaviano Augusto o ad un membro della dinastia giulio-claudiana.

scavi archeologici

Come sottolineato dall'assessorato regionale dei beni culturali l'area di piazza San Giovanni XXIII "nonostante la ridotta superficie, conserva e racchiude un sottosuolo denso di informazioni. Vi sono tutte le condizioni per cui questo settore potrebbe fornire testimonianze architettoniche e materiali fondamentali per una ricostruzione scientifica dell'aspetto generale, delle componenti e delle caratteristiche decorative di questo cruciale ambito urbano, dove il monumentale Foro romano (anch'esso articolato in più fasi successive) è stato “sostituito” dal principale spazio religioso aostano, sulle cui pertinenze, tuttavia, ancora oggi non si possiedono tutte le informazioni".

 

 

Clara Rossi

 

 

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it