.

Nell'ex palestra di La Rochère la nuova sede dell'Institut Agricole Régional

Affidato dalla Regione il progetto di fattibilità tecnico-economica per recuperare l'ex palestra di via Bich inutilizzata da anni

 

Iar

L'Institut Agricole Régional di Aosta in futuro si amplierà e trasferirà una parte delle sue attività a qualche decina di metri dalla sede attuale. Nei programmi dell'Amministrazione regionale c'è infatti il trasferimento della scuola nella ex palestra di La Rochère, in via Bich, dall'altra parte di via Parigi rispetto alla sede storica.

L'assessorato regionale alle opere pubbliche ha già affidato il progetto di fattibilità tecnica ed economica a un raggruppamento temporaneo di professionisti di Torino (ne fanno parte Settanta7 studio associato, Sitec Engineering Srl, geol. Dario Mori).

La nuova sede dell'Institut Agricole Régional avrà a disposizione quattro piani per ridistribuire tutta la parte didattica: aule flessibili, laboratori moderni, spazi multifunzione, aree per la didattica a gruppi o individuale, uffici e un'aula magna. Il progetto consentirà di ricavare un edificio moderno e funzionale, dallo stile contemporaneo, costruito con materiali sostenibili e dotato di fonti energetiche rinnovabili al posto di una ex palestra oggi inagibile, fuori norma e troppo costosa da ristrutturare. Inoltre il trasferimento permetterà di ampliare la parte del convitto che rimarrà dove è sempre stata.

La "vecchia" sede dello Iar sarà collegata alla nuova ricavata nell'ex palestra tramite un sottopasso pedonale che già esiste.

«La destinazione attuale soddisfa la richiesta avanzata anni fa dall'istituto e consente di recuperare l’immobile con una destinazione importante per la città, nell’ottica di una gestione oculata e ponderata del patrimonio regionale», afferma l'assessore regionale alle finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio. «La progettazione dell’intervento è improntata alla sostenibilità ambientale e all’efficientamento energetico - aggiunge - attraverso l'adozione di tecnologie innovative finalizzate a limitare i consumi, anche attraverso il ricorso di fonti energetiche rinnovabili e alla razionalizzazione ed ottimizzazione della disponibilità di luce naturale».

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

Pin It

Articoli più letti su Aostaoggi.it

© 2020 Aostaoggi.it