Valle d'Aosta: carcere di Brissogne, un pericolo per la salute dei Valdostani

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

carcereAOSTA. E' notizia di qualche giorno fa che nella casa circondariale di Brissogne è stata rilevata rececntemente una "alta concentrazione" di legionella. Il batterio è molto contagioso e si trasmette attraverso l'acqua, il vapore acqueo, i condizionatori d'aria.

E' facile pensare che il problema sia circoscritto esclusivamente all'ambiente carcerario, ma non è così. Basti pensare ai visitatori: coniugi, genitori e figli che vanno a colloquio con i parenti detenuti e frequentano le aree messe a disposizione in cui sono presenti anche fontane che i bambini toccano per giocare. Ci sono poi gli agenti di polizia penitenziaria e gli addetti dell'amministrazione che utilizzano l'acqua calda sanitaria della struttura carceraria durante il turno di lavoro e poi tornano a casa, dalle famiglie.

Le domande, inevitabili, sono: questo batterio ha contagiato detenuti ospiti di Brissogne? Ha contagiato guardie penitenziarie o membri della amministrazione penitenziaria? Ha contagiato i familiari dei detenuti, i figli minori? Per ora non si hanno informazioni a riguardo, ma questo è un fatto di estrema gravità che deve far riflettere su come il carcere di Brissogne non sia alieno al territorio bensì parte integrante di un tessuto che, per le sue interazioni, riguarda l'intera Valle d'Aosta.

E' bene ricordare che, per quanto riguarda l'assistenza sanitaria nel penitenziario, il protocollo di intesa tra la Regione e l'amministrazione carceraria non è completamente operativo. Al momento la Regione fornisce all'istituto i farmaci che dovrebbero essere somministrati ai detenuti, mentre per la presenza di medici ci si affida cooperative esterne.

Questo tipo di organizzazione ha effetti negativi su tutto il sistema carcerario, compreso il rispetto delle norme minime igienico-sanitarie. L'auspicio è che il nuovo governo valdostano e soprattutto il nuovo assessore alla sanità possano a prendere in mano la questione, potenzialmente pericolosa per la salute dell'intera popolazione valdostana, e riportino ad un livello accettabile la gestione della sanità penitenziaria nel carcere di Brissogne.

Marco Camilli