Cognetta (Vdalibra): è tutto legittimo, ma se ci fossero dei limiti situazioni così non si verificherebbero
AOSTA. Con una determina dirigenziale approvata lo scorso 8 maggio, l'Azienda Usl della Valle d'Aosta ha approvato l'adeguamento dei compensi mensili retrodatato al 1° gennaio 2020 per il direttore amministrativo Marco Ottonello e per il direttore sanitario Pier Eugenio Nebiolo. Il provvedimento prevede un aumento complessivo di circa 161.000 euro sulla base delle rideterminazioni del trattamento economico previsto da una delibera della giunta regionale del 2006.
"I due top manager dell'Azienda Usl hanno avuto un aumento retrodatato, diciamo così, della retribuzione. Gli stipendi sono passati da 109mila a 185mila euro lordi all'anno per il dottor Ottonello e da 124mila a 209mila euro lordi all'anno per il dottor Nebiolo", spiega il consigliere regionale di Vdalibra Roberto Cognetta. "Bisogna chiarire che non c'è nulla di irregolare, è tutto a norma di legge - precisa -. Ma, essendo stati nominati dal commissario dell'Usl Pescarmona, possiamo di fatto assimilarli ad incarichi politici. Quindi, quando ci lamentiamo dei politici che prendono tanti soldi, non dimentichiamoci che esistono anche situazioni di questo tipo con importi molto superiori a quelli che percepiscono i politici "normali". Per fare un esempio, è più di quanto prende il presidente
della Regione. E questo non è certo l'unico caso: tempo fa feci un accesso agli atti per conoscere gli stipendi dei dirigenti Finaosta e ricordo che per il direttore generale dell'epoca la spesa, con contributi e tasse, era di 300.000 euro".
Questo aumento, pur legittimo, è stato deciso in un periodo molto delicato a causa dell'emergenza Coronavirus. Tante persone aspettano i sostegni economici, gli imprenditori non sanno se riusciranno a ripartire, medici e infermieri in prima linea rischiano la salute.
"È un discorso di burocrazia: il funzionario, rispetto all'operaio che produce, guadagna più soldi perché è lui che fa le regole - dice il consigliere regionale -. Non voglio tornare alle lotte di classe degli anni '60, però questa è la situazione. Si potrebbero mettere dei limiti come quelli che esistono in altri Paesi, come la Germania, dove ci sono leggi secondo le quali gli stipendi dei vertici non possono superare di 4, 5 o 6 volte quelli del lavoratore che percepisce meno di tutti. Ma se questi limiti non ci sono, possono esserci situazioni in cui un dipendente non riesce ad arrivare a fine mese mentre un dirigente prende milioni".
La legge dovrebbe seguire una morale, rispettare la coscienza civile.
"Alla fine di tutto, mentre i consiglieri regionali che sono tanto criticati lo stipendio volendo se lo tagliano, loro non lo fanno".
Marco Camilli