Assistenza sanitaria integrativa per la scuola, preoccupazione di Flc Cgil Valle d'Aosta

«L'autonomia speciale dovrebbe consentirci di dare risposte migliori e più tempestive e non produrre ritardi»

 

L'assenza di un'intesa sull'assistenza sanitaria integrativa per il personale della scuola è fonte di "preoccupazione" per Flc Cgil Valle d'Aosta. Il sindacato chiede il "trasparenza, garanzie concrete e pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori".

Il sindacato richiama l'attivazione di una polizza sanitaria ad adesione volontaria da parte del Ministero dell'Istruzione tramite UniSalute. A livello nazionale Cgil non ha firmato, contestando l'uso "di risorse sottratte alle attività scolastiche". Per quanto invece riguarda la Valle d'Aosta, le perplessità riguardano non la provenienza delle risorse economiche, bensì le tempistiche di attivazione della polizza sanitaria.

"Durante l'incontro del 15 settembre presso la Sovraintendenza agli Studi - spiega Flc Cgil - è emerso l'orientamento di inserire il personale scolastico nel futuro sistema di assistenza sanitaria integrativa del Comparto unico regionale, con risorse aggiuntive dal bilancio regionale". Si parla di circa 120 euro all'anno per circa 8.000 dipendenti, per una stima che raggiunge i 960 mila euro all'anno. "Un eventuale accordo, secondo quanto prospettato, non arriverebbe prima di dicembre".

"L'autonomia speciale - dice il sindacato - dovrebbe consentirci di dare risposte migliori e più tempestive e non produrre ritardi. Valutiamo positivamente l'ipotesi di utilizzare risorse aggiuntive senza gravare sul bilancio scolastico, ma mentre a livello nazionale il personale sta già scegliendo se aderire a una copertura definita, in Valle d'Aosta non abbiamo ancora un accordo, un capitolato o prestazioni certe".

Flc Cgil Valle d'Aosta chiede trasparenza e che, "prima della conclusione dell'accordo, siano resi pubblici il capitolato, le condizioni della copertura, le modalità di accesso e rimborso, le condizioni per le patologie pregresse, i costi per eventuali familiari e i criteri di individuazione del soggetto gestore o assicurativo. La nostra organizzazione non è contraria a strumenti di assistenza sanitaria integrativa, purché siano realmente integrativi e non sostitutivi del Servizio sanitario pubblico".

Insomma, rimarca Flc Cgil, "centoventi euro all'anno possono essere utili per prestazioni aggiuntive, come quelle dentistiche e oculistiche, ma non possono diventare l'alibi per accettare come inevitabili le liste d'attesa e le carenze di personale. L'assistenza integrativa non deve sostituire il diritto universale alla salute".

 


Elena Giovinazzo