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Liberarsi dalle catene dei padri

Fausse Note, lo spettacolo di Didier Caron, domani al Teatro Splendor

 

Gli attori di Fausse Note

Arredo minimalista e illuminazione soffusa trasformano ogni location in una soffocante stanza da interrogatorio. Succederà anche al Teatro Splendor, ma il messaggio di Fausse Note, la pièce teatrale di Didier Caron in scena domani sera alle 20:30, va decisamente oltre un mero interrogatorio e stimola la Saison Culturelle a interrogarsi su temi più profondi. 

In particolare, nel testo così potente e ritmato, emerge il tema del libero arbitrio in quesiti che lo mescolano con la questione della mobilità sociale: si può liberarsi delle catene dei propri padri? Si ha davvero il controllo sulle proprie scelte? Sia il direttore d’orchestra di fama internazionale H. P. Miller, interpretato da Pierre Azéma, che il suo ossessionato ammiratore Lêon Dinkel, i cui panni veste Pierre Deny, hanno infatti passato la vita a cercare di liberarsi di quel solco per loro inciso dai padri. Il loro incontro nel 1989 alla Filarmonica di Ginevra stravolge le vite di entrambi quando Dinkel, che si scoprirà essere figlio di una vittima del nazismo, mette sul tavolo un oggetto del passato. Una “nota stonata”, da cui il titolo della pièce, che ha la stessa funzione archetipica dell’oggetto magico delle fiabe e che dimostra quanto lo sforzo individuale dia a ciascuno la possibilità di cambiare, non tanto nella veste estremizzata del sogno americano, ma piuttosto nei panni di una domanda per la quale è compito di ciascuno trovare la propria risposta.

Lo spettacolo è compreso negli abbonamenti Tutto Teatro e Rideau. Per qualsiasi informazione o per l’acquisto di biglietti singoli, al costo di 13 euro l’intero e di 10 euro il ridotto, rivolgersi al punto vendita del Museo Archeologico Regionale (tel. 0165 32778).

 

Veronica Pederzolli

 

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