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Saison Culturelle, Così parlò Bellavista in scena allo Splendor di Aosta

Diretto e adattato da Geppy Gleijeses dal romanzo di Luciano De Crescenzo

 

Così Parlò Bellavista

Il teatro Splendor di Aosta ospita il 12 e 13 gennaio "Così parlò Bellavista", spettacolo teatrale tratto dall'omonimo romanzo del 1977 di Luciano De Crescenzo diventato in seguito un film-commedia, nel 1984, sceneggiato e diretto dallo stesso De Crescenzo.

Gennaro Bellavista è un professore di filosofia in pensione, che si diletta a esporre le sue teorie agli amici Salvatore, Saverio e Luigino. In particolare, egli distingue l'umanità in "uomini d'amore", come i napoletani, e "uomini di libertà", come i milanesi. La sua vita tranquilla viene disturbata dall'arrivo del dottor Cazzaniga, il nuovo direttore del personale dell'AlfaSud proveniente da Milano. Attraverso i dialoghi tra l'ingegner De Crescenzo, il professor Bellavista, il "vice sostituto portiere" Salvatore, il "poeta" Luigino, il dottor Palluotto, napoletano trapiantato a Milano, ed altri personaggi, lo scrittore descrive la città di Napoli sotto i suoi aspetti più disparati. 

Dopo qualche tentativo infruttuoso di adattare per le scene il mitico romanzo e film Così parlò Bellavista, Alessandro Siani, stimolato da Benedetto Casillo (il vice sostituto portiere), giunge con Luciano De Crescenzo alla conclusione che la migliore soluzione per la realizzazione dell’idea sia affidarla a Geppy Gleijeses: “Sulo tu ‘o può ffà!”. Lui, Geppy Gleijeses, l’allievo prediletto di Eduardo De Filippo, è stato il più giovane capocomico italiano, definito dalla critica “il miglior attore napoletano della sua generazione”. Nasce così lo spettacolo teatrale diretto e adattato da Geppy Gleijeses, prodotto da Alessandro Siani e Sonia Mormone e dallo stesso Gleijeses.

Lo spettacolo proposto nell'ambito della Saison Culturelle fa rivivere le scene più esilaranti del film come Il cavalluccio rosso, La lavastoviglie, Il Banco Lotto, La 500 tappezzata di giornali e, naturalmente, il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell’Alfasud, Cazzaniga.

La scenografia di Roberto Crea riproduce la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film, con scale praticabili dall’interno e vari elementi carrellati subentranti dai lati e raffiguranti il tavolo dei pomodori, il negozio di arredi sacri, l’ascensore e il cenacolo.

Le musiche sono quelle originali di Claudio Mattone e viene dato grande rilievo allo storico coautore del film Riccardo Pazzaglia.

Biglietti e norme di sicurezza

I biglietti sono in vendita on line fino al giorno precedente lo spettacolo e presso il punto vendita regionale. L'acquisto è soggetto alla normativa che prevede l’obbligo della nominatività (nome, cognome, data di nascita) per ogni titolo emesso. La disponibilità dei posti è limitata, pertanto si potranno acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti a persona. I posti eventualmente disponibili saranno messi in vendita, il giorno stesso dello spettacolo, al botteghino del Teatro dalle ore 13.30.

Gli spettatori sono invitati a leggere, prima di recarsi a teatro, il Regolamento di accesso allo Splendor. Gli spettatori devono essere muniti di green pass rafforzato, documento di identità valido e mascherina Ffp2  che deve essere indossata per tutto il tempo di permanenza all’interno del teatro e durante lo spettacolo.

Si ricorda in particolare che il Teatro aprirà indicativamente 45 minuti prima dello spettacolo.

 

 

C.R.

 

 

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