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Più privacy per i gipeti che nidificano in Val di Cogne

  • Pubblicato: Venerdì, 14 Dicembre 2018 10:36
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Guide alpine e Parco nazionale limitano l'accesso ad alcune cascate per proteggere i nidi dei rapaci

gipeto

COGNE. Per proteggere i nidi dei gipeti in Val di Cogne, il Parco nazionale del Gran Paradiso e le guide alpine di Cogne hanno deciso di garantire loro maggiore privacy e tranquillità limitando l'accesso delle persone nell'area scelta per la nidificazione.

Lo scorso mercoledì si è svolta una riunione tra i rappresentanti dell'area protetta e delle guide alpine per studiare un piano di protezione. Era presente anche il presidente della Società guide alpine di Cogne, Alessandro Crudo, che spiega: «Bisogna eliminare gli elementi disturbanti, ossia persone che scalano vicino al nido e camminano sui pianori soprastanti, e soprattutto i voli di elicottero. Poiché non si possono proibire eventuali voli di elisoccorso, bisogna eliminare il problema alla radice, ossia far sì che non ci siano persone da soccorrere, proibendo l'accesso a determinate cascate».

La soluzione individuata è un compromesso tra la necessità di salvaguardare il turismo e l'esigenza di proteggere i rapaci che hanno iniziato a ripopolare le Alpi della Valle d'Aosta solo da pochi anni. «Non si potrà accedere - spiegano le guide di Cogne - al pianoro sommitale del Money e alle cascate "L'ago di Money", "Di fianco alla leggenda", "Repentance super", "La volpe e l'uva" (via di dry tooling), "Monday Money", "Gusto di Scozia" e "Flash estivo", rispettivamente le numero 9, 10, 11, 11bis, 12, 13 e 14 della guida “Effimeri barbagli” di Matteo Giglio (Tipografia valdostana 2014), scelta come riferimento».

Nelle zone scelte saranno posizionate delle corde con cartelli informativi e anche le guide alpine si occuperanno di controllare il rispetto dei divieti. «Chi oltrepasserà le delimitazioni - spiega Alessandro Crudo - andrà incontro a sanzioni amministrative e al sequestro dell'attrezzatura e per chi fosse sorpreso a disturbare il nido scatterà la denuncia penale».

Clara Rossi



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