Lupo, Chatrian: catture e abbattimenti come extrema ratio

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lupoAOSTA. Il governo regionale ha approvato oggi un disegno di legge sulle "misure di prevenzione e di intervento per la specie lupo", un testo che determina come intervenire quando gli interventi che dovrebbero favorire la convivenza tra uomo e lupo falliscono.

Secondo le stime del Corpo forestale, in Valle d'Aosta sono presenti 5 o 6 branchi composti da 30-60 esemplari a seconda delle stagioni. Non ci sono dati sul numero di animali selvatici uccisi dal predatore e quindi non è possibile sapere se c'è stato un aumento o un decremento, al contrario esistono cifre dettagliate che riguardano la predazione di capi allevati: 150 circa lo scorso anno contro i 60 registrati finora. Anche se la stagione non è ancora conclusa, l'andamento è da considerarsi in calo ed è merito probabilmente anche della cultura della prevenzione che si sta diffondendo tra gli allevatori valdostani.

Come detto, il ddl approvato oggi definisce cosa fare quando le misure preventive (principalmente cani da guardia e recinti per i quali sono previsti dei contributi) non bastano e i lupi diventano "confidenti", aggettivo che identifica un esemplare che rappresenta una minaccia per il bestiame e per l'uomo e che si avvicina con facilità alle case e ai centri abitati. In questi casi, secondo quanto previsto dalla nuova legge, sono possibile sia la cattura dell'animale sia la sua uccisione.

L'abbattimento rappresenta «l'extrema ratio», ha evidenziato l'assessore regionale all'ambiente, Albert Chatrian, illustrando il provvedimento durante la settimanale conferenza stampa dei giunta. Può essere disposto solo dopo una serie di passaggi che dovranno essere formalizzati con successivi accordi con gli enti coinvolti. L'autorizzazione alla cattura in particolare  dovrà arrivare dal presidente della Regione previo parere dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che dovrà confermare l'effettiva pericolosità dell'esemplare segnalato. L'animale verrà prima prelevato e catturato e affidato al Corpo forestale che lo custodirà in uno dei suoi centri e, in casi estremi, potrà essere abbattuto.

Nonostante i casi di persone che si sono rivolte al 1515 per avvertire della presenza di lupi ad oggi «non abbiamo segnalazioni confermate di lupi confidenti che si avvicinano a case e centri abitati», hanno spiegato il comandante del corpo forestale, Luca Dovigo, ed il dirigente regionale Flavio Vertui. 

Quanto ai cani selvatici, i censimenti non hanno rilevato la presenza di esemplari inselvatichiti. Può accadere però che i cani sfuggano alla custodia ed in questo caso esiste un accordo con il canile che permette di intervenire.

Nelle prossime settimane saranno organizzati altri incontri sul territorio per parlare della questione lupo e informare la popolazione e gli allevatori su contributi mirati ad aiutare la convivenza con il predatore e le attività economiche umane.

 

 

 

 

Elena Giovinazzo