Coronavirus, da dove arriva e quali sono i rischi per l'Italia

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Approfondimento sul virus 2019-nCoV cura del dott. Franco Brinato

mascherineL'insorgenza di infezione del coronavirus di cui stanno parlando i giornali e i mezzi di comunicazione di tutto il mondo, senza alcun dubbio sta creando panico nella popolazione. Tuttavia va sottolineato che i coronavirus nell'uomo generalmente causano poco più di un raffreddore e solo nel 10%dei casi provocano polmoniti e disturbi respiratori gravi, come la SARS (sindrome respiratoria acuta severa). I dati in possesso indicano che le persone decedute negli ultimi giorni in Cina erano affette patologie croniche e compromesse nel loro stato di salute.

Non si può per adesso parlare di pandemia, in quanto i casi accertati d'infezione sono localizzati soltanto in alcuni paesi dell'Est asiatico. Tuttavia è necessario mettere in atto misure di controllo e di monitoraggio, in quanto i dati epidemiologici non sono sufficienti per determinare il grado di virulenza del virus e la percentuale di complicanze e di mortalità. In Italia al momento la situazione viene tenuta sotto controllo dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera e dai Servizi territoriali per l'assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell'aviazione civile, il cui principale lavoro è proprio ridurre i rischi di importazione di malattie infettive. La probabilità che il coronavirus possa raggiungere l'Italia al momento è bassa, anche se non può essere completamente esclusa. Il virus che è per il 79% uguale a quello che nel 2003 ha provocato migliaia di morti, è molto meno aggressivo.


Che cos'è un coronavirus?

Si tratta di virus noti dal 1960, il loro nome deriva dalla loro forma a corona. Normalmente causano nell'uomo banali infezioni delle vie respiratorie. Questi virus sono saliti alla ribalta della cronaca tra il 2002 e il 2003 a seguito dell'epidemia in Cina di SARS (sindrome respiratoria acuta severa). Curiosamente a distanza di diversi anni un altro coronavirus modificato si rende famoso per aver scatenato, nelle ultime settimane, diversi casi di infezione sempre in Asia.


Da dove origina questo nuovo virus?

Il nuovo coronavirus, come i virus precedenti, responsabili dell'epidemia di SARS, è stato isolato in frutti di mare, animali selvatici vivi tra cui polli, pipistrelli, conigli, serpenti, che sono tutti possibili trasportatori del germe. Viene semplicemente definito “nuovo coronavirus” perché da poco identificato e perché le sue caratteristiche non sono ancora completamente note. Quello scoperto in Cina è stato per ora chiamato 2019-nCoV dove il numero “2019” indica l'anno di identificazione. Uno studio sul 2019-nCoV suggerisce che sia il risultato di un rimescolamento di geni tra un virus dei pipistrelli e uno dei serpenti. E' solo un'ipotesi, ma è piuttosto probabile che il virus mutato circolasse nei serpenti, note prelibatezze della cucina cinese ed è probabile che dalla manipolazione di animali per il consumo umano sia passato all'uomo. Tuttavia i dati epidemiologici a disposizione non consentono di conoscere la specie animale che è l'ospite naturale del virus.


Come si trasmette il virus?

La comunità scientifica, negli ultimi giorni, ha raccolto elementi sufficienti per affermare che la trasmissione del 2019-nCOV avviene da persona persona principalmente per via aerea attraverso le goccioline di saliva tra persone a stretto contatto e che il periodo di incubazione (il tempo tra il contagio e la manifestazione dei sintomi) e di due settimane.


Con quali sintomi si manifesta l'infezione?

Sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, principalmente in soggetti compromessi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Alcune persone portatore del virus e quindi contagiati, possono non manifestare i sintomi.


Come ci si protegge dal contagio?

La prevenzione è l'arma migliore per evitare il contagio, consiste nel rafforzare le misure igieniche personali per ridurre il rischio di infezione da 2019-nCoV.Il consiglio è di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, evitare contatti diretti con persone con febbre, evitare luoghi chiusi poco arieggiati, non recarsi nei pronti soccorsi se si ha febbre ma dal proprio medico curante, per evitare la diffusione del virus o il rischio di contagiarsi, evitare alimenti come frutta o verdura non lavate, non consumare pesce e carne cruda. In particolare, per quanto riguarda il nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan. Chi rientra dai paesi asiatici con mal di gola o febbre o chi è stato a contatto con persone con questi sintomi, provenite da paesi a rischio di contagio, dovrebbe rivolgersi rapidamente al proprio medico di famiglia, per valutare la situazione e ridurre i rischi di contagio.


Esiste un vaccino o una terapia?

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus e non esiste un vaccino, ma siamo in possesso di valide terapie per il trattamento delle complicanze dell'infezione.

 

Esiste il pericolo in Italia?

I dati scientifici ed epidemiologici a disposizione indicano una “bassa” probabilità che il coronavirus possa raggiungere l'Unione Europea e quindi l'Italia, anche se non può essere completamente esclusa, vista la modalità di trasmissione del virus simile al virus influenzale.,la trasmissione da persona a persona ed il periodo di incubazione di due settimane rendono meno efficiente lo screening eseguito agli aeroporti, basato sulla sola misurazione della temperatura, il rischio è di non individuare tutti i possibili soggetti contagiati. Tuttavia, la buona notizia e che il virus è meno virulento rispetto al ceppo che ha provocato la SARS nel 2003 e sembra causare sintomi meno gravi, ma può comunque avere conseguenze serie nelle persone con altri problemi di salute, legati per esempio a una scarsa efficienza del loro sistema immunitario. È prematuro stimare “quanto” ci dovremmo preoccupare, perché mancano ancora molti dati ai ricercatori. In generale, un nuovo virus non è mai una buona notizia, perché significa che può eludere più facilmente le difese immunitarie di chi infetta, sviluppando man mano che si replica mutazioni che potrebbero renderlo più contagioso. Tuttavia, le misure di prevenzione messe in atto in questi giorni dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dal Ministero della salute sono strumenti efficienti per evitare la diffusione del virus riducendo il più possibile i casi di trasmissione.

 

 

dott. Franco Brinato

 

 

 

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