Effetto Coronavirus: crollano gli accessi in ospedale per infarto e ictus

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Al Parini di Aosta numeri in netto calo dall'inizio dell'anno: molti valdostani temono di rimanere contagiati. Ma così aumentano le morti extraospedaliere

 

ospedale di Aosta


AOSTA. L'ospedale Parini di Aosta è sicuro per i pazienti non Covid: è il messaggio che l'Azienda Usl valdostana lancia alla luce dei preoccupanti dati sul crollo di accessi e di ricoveri per infarti e per ictus nei primi mesi del 2020.

Dall'1 gennaio al 23 aprile scorsi i ricoveri per infarto miocardico acuto sono scemati del 45% rispetto allo stesso periodo del 2019. I ricoveri per gli infarti più gravi (con necessità di intervento di angioplastica coronarica immediata) sono calati del 23% e quelli per infarti meno gravi (con interventi entro le 24 ore) del 60%. Le stroke unit che curano i pazienti con ischemie e emorragie cerebrali registrano anche loro una riduzione quantificata nel 70% tra l'inizio di marzo e la fine di aprile.

Sono dati tutt'altro che confortanti (comuni peraltro al resto d'Italia e nel mondo) e spiegabili con la paura dei valdostani di essere contagiati dal nuovo coronavirus una volta entrati in ospedale. Il risultato è un aumento della mortalità extraospedaliera e delle persone con scompensi che, una volta finita l'emergenza, dovranno ricorrere alle cure cardiologiche nelle prossime settimane.

"Per la paura del virus non rischiamo di morire di infarto" dice il primario di Cardiologia e Utic, Paolo Scacciatella, che insieme al direttore delle stroke unit Guido Girardi rassicura i valdostani: "nonostante la fase emergenziale ci obblighi a riorganizzazioni continue dei nostri protocolli di gestione dei pazienti con cardiopatia acuta, il nostro ospedale è in grado di fornire tutte le cure necessarie per i casi di infarto miocardico con un ottimo livello di sicurezza".

"In caso di sintomi cerebrali sospetti per ictus, quali deficit di forza di una metà del corpo, problemi acuti di visione, coordinazione o deambulazione, mal di testa anomalo, è necessario chiamare il 112 tempestivamente senza attendere", aggiunge Girardi tranquillizzando i pazienti "a proposito della sicurezza dei percorsi" ospedalieri.

 

Elena Giovinazzo

 

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