Inquinamento, Arpa: durante il lockdown concentrazioni in calo nell'aria di Aosta

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Pm10 e soprattutto diossido di azoto in netto calo a marzo, aprile e maggio con il blocco degli spostamenti

 

Aosta

AOSTA. Le settimane di confinamento a casa per l'emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus hanno avuto un impatto importante sulla qualità dell'aria di Aosta. Lo certifica l'Arpa valdostana con due rapporti sulle concentrazioni di diossido di azoto (NO2) e di PM10 nel capoluogo regionale.

Ad aprile l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente aveva diffuso uno studio che indicava variazioni dei livelli di inquinamento non così importanti, ma si trattava di dati limitati al mese di marzo. Gil ultimi due rapporti diffusi in questi giorni al contrario valutano la qualità dell'aria su un periodo più lungo, fino a maggio, confrontando i dati storici con quelli registrati durante il lockdown.

Valutando i dati registrati a Piazza Plouves, una centralina di fondo urbano, l'Arpa ha individuato così un "deciso calo delle concentrazioni in aria di NO2 e una diminuzione meno rilevante per il Pm10".

Qualche numero: a marzo, in pieno lockdown, le concentrazioni di Pm10 sono crollate in generale del 29,8% rispetto alla media calcolata per gli anni dal 2010 al 2019. Anche ad aprile e maggio le concentrazioni risultano inferiori, nell'ordine, dell'8,2 e del 5,6%. Come evidenzia l'Arpa, "il PM10 in Valle d'Aosta viene emesso soprattutto dagli impianti di riscaldamento ed in misura minore dal traffico e dalle attività produttive. Nei grafici si evidenzia inoltre, come a partire dalle riaperture del 18 maggio, le curve delle concentrazioni misurate e calcolate si avvicinano".

La riduzione di diossido di azoto è ancora più netta: -35,4% nel mese di marzo, -53,5% ad aprile e -35,8% nel mese di maggio. Questo perché "la presenza di NO2 nell'aria che respiriamo è legata soprattutto al traffico veicolare che è stato quasi azzerato durante il periodo di confinamento".

concentrazioni di NO2

 

M.C.



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